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venerdì 15 novembre 2019

Al Cinema Odeon torna ''Pulp Fiction'' in versione restaurata

11-06-2014

Un evento speciale per gli amanti del cinema e del regista Quentin Tarantino. Il film che nel 1994 vinse la Palma d'Oro, "Pulp Fiction", verrà riproposto nella versione restaurata originale con sottotitoli in italiano, mercoledì 11 giugno alle ore 21.00 al Cinema Odeon Firenze (piazza Strozzi).
Opera spartiacque nel cinema degli anni Novanta, "Pulp Fiction" ha rivelato al mondo il talento di Quentin Tarantino, già regista del pregevole "Le Iene" e sceneggiatore per Tony Scott ("Una vita al massimo") o, in quello stesso memorabile anno, per Oliver Stone ("Assassini Nati").
Tanto la consacrazione a Cannes, quanto l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, da dividere con l'ex amico Roger Avary, poco rendono l'idea dell'influenza avuta da un film-fenomeno che è stato in grado di attuare una vera "tarantinizzazione" del modo di raccontare su grande schermo. Con una capacità incomparabile di mescolare alto e basso, generi e loro riscrittura, il regista poco più che trentenne orchestra un capolavoro pop fatto di citazioni e rimandi interni con il fine primo di traghettare lo sguardo in un gioco, di godibilissima fattura, in cui la forma della "digressione" la fa da padrone, dando nuova vita a situazioni cinematografiche ultra-classiche. Il divertimento si mescola alla violenza efferata, moltissime all'epoca le polemiche che seguirono a ruota il successo, il dialogo brillante alla drammaticità delle situazioni messe in scena (su tutte una folle sequenza ambientata nel retro di un negozio di pegni), mentre il tempo e lo spazio subiscono giravolte, facendo chiedere di continuo allo spettatore a che punto e in quale luogo ci si trova nella complessità della storia.
A partire dal titolo riferibile a quelle riviste popolari ("Pulp Magazines") sulla cui carta scadente erano raccontate novelle dei generi più disparati, dal poliziesco allo sportivo fino al western, Pulp Fiction frulla insieme stimoli della cultura popolare e del cinema di tutte le latitudini: dagli incastri di Robert Altman agli umori neri di Martin Scorsese, Sam Peckinpah e Arthur Penn, dalla violenza coreografata di Sergio Leone e John Woo fino a quel "poliziottesco" italiano, con Fernando Di Leo e Enzo G. Castellari in testa, di cui Tarantino è da sempre fanatico. Tra le sequenze entrate nella storia citiamo il ballo tra Vincent Vega e Mia Wallace al "Jack Rabbit Slim's" sulle note di “You Never Can Tell” di Chuck Berry. Colonna sonora epocale e attori, quasi tutti, in stato di grazia. Ottima la fotografia di Andrzej Sekula. Un cult.

Informazioni: www.odeonfirenze.com