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lunedì 18 novembre 2019

''Verso l'Universale'', film sullo storico cinema fiorentino presentato a Palazzo Strozzi Sacrati

10-07-2014

"Questa è la storia di tre amici: Tommaso, Marcello e Alice, dei loro destini che s'intrecciano, si lasciano e poi si ingarbugliano di nuovo, in una serie di avventure che attraversano tre decenni -dai favolosi sessanta ai plasticosi ottanta- e che incarnano i sogni, le svagatezze, le illusioni e le sconfitte di una generazione".
È stato presentato giovedì 10 luglio, presso il Palazzo Strozzi Sacrati, il film "Verso l'Universale" diretto da Federico Micali e che sarà girato il prossimo settembre. "Ma questa è anche la storia di un cinema, L'Universale, un po' particolare -ha dichiarato Micali durante la conferenza- dove per una strana congiuntura, per un periodo si sono incontrate la cultura alta, sperimentale e politica del movimento studentesco e quella popolare, sarcastica e disincantata del quartiere di San Frediano, creando un meraviglioso cortocircuito che ben presto ha portatao a un inatteso e scintillante caos creativo. In sala si poteva dire, fare e creare di tutto e il vero spettacolo allora non erano più i film, ma il pubblico".
L'Universale è stato uno dei cinema fiorentini più noti, in Toscana e non solo, proprio per questo suo carattere libero, anarchico e sopra le righe -è noto a tutti l'episodio della Vespa che ha fatto irruzione in sala- ed è stato questo suo radicamento nel tessuto sociale a spingere Micali e la casa produttrice L'occhio e la luna a farci un film. "Ma bisogna precisare una cosa -ha osservato il regista- Questo non è un film sul cinema L'Universale. È un film i cui protagonisti sono tre ragazzi con i loro problemi e la loro vita. È la storia di Firenze e dell'Italia, vista attraverso lo schermo e la lente del cinema. Le vicende dei ragazzi si legano a quelle delle pellicole proiettate, per poi dividersi a un certo punto e ricongiungersi, in maniera inaspettata, nel gran finale". Oltre agli aspetti che hanno contribuito a rendere mitico questo spazio, ormai chiuso, verranno quindi approfodite le vicende umane e politiche di quegli anni di fermento culturale. Proprio questo atteggiamento così eccentrico ha spinto alla collaborazione con Clet, artista fuori dagli schemi che ha fatto di Firenze il suo studio a cielo aperto. "Io non vado mai al cinema, l'idea di stare per due ore in una sala buia e non potermi muovere liberamente mi fa star male -ha dichiarato nell'incontro- Tuttavia sarei andato sicuramente all'Universale, e mi sarei divertito tantissimo". A lui è stata affidata la realizzazione della locandina del film, ironica presa in giro del logo della casa produttrice americana Universal: "Esistono due tipi di cinema: quello ufficiale e mainstream, che io trovo noioso, e quello spontaneo e anarchico come l'Universale. Ed è questa differenza ciò che ho voluto rappresentare nella locandina".
Lo stesso motivo ha spinto Micali a collaborare con la Bandabardò, che ha realizzato le musiche del film. "Ho subito pensato che la loro musica si ricollegasse bene con quell'atmosfera, e loro stessi sono stati incuriositi dall'idea. Sarà anche una sfida per la Bandabardò, che dovrà creare una colonna sonora ispirata a quel particolare momento storico e musicale".
Le riprese del film, scritto insieme a Cosimo Calamini (giovane sceneggiatore fiorentino) e Heidrun Schleef (una delle più note sceneggiatrici italiane, Palma d'oro a Cannes per "La stanza del figlio" di Nanni Moretti), inizieranno a settembre. Molte sono, tuttavia, le difficoltà incontrate finora: "I finanziamenti istituzionali purtroppo hanno subito un forte taglio -ha dichirato Micali- e questo ci ha costretti a rivedere la sceneggiatura. Non ci siamo però demoralizzati e, anzi, abbiamo avviato una campagna di finanziamento dal basso che procede molto bene: stiamo per raggiungere il tetto di 20mila euro che avevamo fissato". Elemento centrale è infatti il crowdfunding, il finanziamento del pubblico, che permette di recuperare l'antico legame tra il cinema e la città. Ognuno è libero di finanziare il progetto con un contributo minimo di 5 euro tramite la piattaforma Limoney. In cambio diverse ricompense: dalla comparsa del proprio nome nei titoli di coda alla maglietta con il logo di Clet; dalla locandina del cinema alla possibilità di apparire in alcune scene. "Il finanziamento tramite Limoney chiude domenica 13 luglio, ma speriamo che nei prossimi mesi anche soggetti privati vogliano sostenerci e farci da sponsor nella realizzazione di questo film che vuole illuminare Firenze, la Toscana e l'Italia tutta".

Ulteriori informazioni su: www.universaleilfilm.it - www.limoney.it

di Daniele Mu