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martedì 19 novembre 2019

''L'uomo che verrà'' del regista Giorgio Diritti al Circolo Vie Nuove di Firenze

12-11-2014

Mercoledì 12 novembre 2014, alle ore 21.00, prosegue presso il  circolo "Vie Nuove" di Firenze (viale Giannotti, 13)  la seconda edizione della rassegna "Primavera d'Autunno", con la proiezione del film  "L'uomo che verrà" del regista Giorgio Diritti, opera del 2009 con Alba Rohrwacher, MayCon Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio. durata 117 min. Dopo l'appuntamento dedicato al tema di "fascisti e partigiani nel 1943-45" del corso "La guerra siamo noi", in compagnia dei due docenti Toni Rovatti e Santo Peli, anche le proiezioni entrano nella dimensione del secondo conflitto mondiale, affrontando in questo caso l'episodio dell'eccidio di Marzabotto, raccontato dal talentuoso regista bolognese, classe 1959.

"Alle pendici di Monte Sole, sui colli appenninici vicini a Bologna, la comunità agraria locale vede i propri territori occupati dalle truppe naziste e molti giovani decidono di organizzarsi in una brigata partigiana. Per una delle più giovani abitanti del luogo, la piccola Martina, tutte quelle continue fughe dai bombardamenti e quegli scontri a fuoco sulle vallate hanno poca importanza Da quando ha visto morire il fratello neonato fra le sue braccia, Martina ha smesso di parlare e vive unicamente nell'attesa che arrivi un nuovo fratellino. Il concepimento avviene in una mattina di dicembre del 1943, esattamente nove mesi prima che le SS diano inizio al rastrellamento di tutti gli abitanti della zona.
L'eccidio di Marzabotto è uno di quegli episodi che premono sulla grandezza della Storia per stringerla dentro alla dimensione del dolore del singolo. Per raccontare quella strage degli ultimi giorni del nazifascismo nella quale vennero uccisi circa 770 paesani radunati nelle case, nei cimiteri e sui sagrati delle chiese, Giorgio Diritti si affida a un proposito simile a quello del suo. precedente  lungometraggio  " Il vento fa il suo giro "  : partire dalla lingua del dialetto per raccontare una comunità e dal linguaggio del cinema per costruire un messaggio sull'identità culturale".

Per informazioni: vienuove@vienuove.it