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giovedì 14 novembre 2019

Lo Schermo dell'Arte Film Festival dedica il Focus On 2015 a Harun Farocki

20-11-2015
Lo Schermo dell'Arte Film Festival dedica il Focus On 2015 al regista e videoartista tedesco, scomparso nel luglio 2014, Harun Farocki, protagonista di un'importante retrospettiva all'ultima Biennale di Venezia.

Venerdì 20 novembre alle 21.00 al Cinema Odeon di Firenze sarà proiettata in anteprima italiana la versione monocanale della video installazione Parallel I-IV, uno dei suoi ultimi lavori, straordinario saggio cinematografico sull'influenza che negli ultimi tempi i video-game hanno avuto sul cinema e sulle costruzioni e le regole dell’animazione computerizzata. Suddiviso in un ciclo di quattro parti, il lavoro di Farocki parte dall’analisi delle prime elaborazioni bidimensionali dei videogiochi, Parallel I, per poi passare ai dettagli mozzafiato della natura e del paesaggio digitali che riproducono effetti simili al reale in Parallel II- III, e giungere infine in Parallel IV alle immagini degli eroi dei videogiochi.

La presentazione sarà introdotta dalla regista Antje Ehmann, moglie e collaboratrice dell'artista in numerosi progetti, in conversazione con Erika Balsom, studiosa, ricercatrice, docente di cinema e arte, giornalista e scrittrice, tra i maggiori conoscitori dell'opera di Harun Farocki.

Nato in Germania nel 1944, Harun Farocki ha spesso affrontato nei suoi film, video installazioni e scritti teorici, il tema della realtà della storia e dell'analisi critica delle immagini. Direttore tra il 1974 e il 1984 della rivista Filmkritik, dal 1996 è stato protagonista di numerose mostre personali e collettive, e nel 2007 ha partecipato a Documenta 12 con il film Gioco profondo. Tra le sue opere più celebri Inextinguishable Fire (1969) in cui, per evocare l'effetto devastante del napalm sul corpo umano, Farocki si spegne una sigaretta sul braccio; Gefängnisbilder (2003), dove, attraverso il rimontaggio di immagini di prigioni, documentaristiche o di finzione, il regista mostra il meccanismo reale e immaginario del sistema carcerario; Erkennen und verfolgen (2003), in cui le simulazioni digitali usate nell’addestramento militare diventano la base per una riflessione sulle forme della guerra nell’epoca contemporanea.

Per ulteriori informazioni: www.schermodellarte.org