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martedì 19 novembre 2019

Palazzo Strozzi presenta a Lucca Comics 2012 il volume ''Jumbo'', gli ''Anni Trenta'' a fumetti

02-11-2012

Palazzo Strozzi continua il trend del fumetto lanciamostre e anche in occasione di "Anni Trenta" Giuseppe Palumbo, uno dei principali fumettisti italiani, firma una nuova avventura editoriale inedita, ispirata al tema della rassegna. Una strategia innovativa per promuovere le grandi esposizioni d’arte. Il volume "Jumbo" sarà presentato all'edizione 2012 di Lucca Comics Venerdì 2 novembre 2012 (ore 11,00 presso lo spazio showcase "diaboliko" Sala Via Vittorio Veneto: Via Vittorio Veneto 5, Struttura dell'ex Banco di Roma;) all'interno del ciclo "Bànghete-incontri con il fumetto italiano". Interverranno: James Bradburne Direttore Generale Fondazione Palazzo Strozzi, il disegnatore Giuseppe Palumbo, Giulio Giorello filosofo della scienza, editorialista del "Corriere della Sera" e grande appassionato di fumetti. Coordina l’incontro Pier Luigi Gaspa saggista e storico del fumetto, staff culturale di Lucca Comics&Games.
Il 1930 ha visto l’arrivo in Italia delle strisce comiche provenienti dall’America e dall’Inghilterra, con personaggi come Mickey Mouse, Flash Gordon e L’Uomo Mascherato che, italianizzati per rispondere alle esigenze del mercato nazionale, ottennero un vastissimo successo di pubblico. Punto di riferimento rimangono sempre gli Stati Uniti, ma anche in Europa la produzione non si limita alle traduzioni e comincia a dare vita a racconti e autori capaci di raccontare storie autonome. Queste strisce apparvero su un nuovo giornale dedicato ai giovani, che si chiamava “Jumbo”, edito da Lotario Vecchi (apparso in edicola il 17 dicembre 1932), oltre che su i più noti “Il Giornalino” e “Il Corriere dei Piccoli”, che pubblicava storie a puntate di produzione anglosassone e proponeva una veste grafica innovativa che prediligeva la convivenza tra la vecchia didascalia e il balloon.
Per rendere speciale la mostra di Palazzo Strozzi, Giuseppe Palumbo, ha realizzato un’edizione inedita di “Jumbo”, “riportando così alla luce” il primo periodico a fumetti “moderno” italiano, soppresso dal regime fascista nel 1938.
«Gli anni Trenta», dichiara James Bradburne, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, «sono stati appunto un momento di grandissimo fermento e hanno visto l’affermazione di nuove forme di comunicazione visiva tra cui il fumetto. Gli Stati Uniti hanno sicuramente aperto la strada ma anche artisti italiani, durante la metà degli anni Trenta, hanno sviluppato uno stile unico e particolare che nulla aveva da invidiare ai concorrenti d’oltreoceano. Questa mostra ci da la possibilità di lavorare con uno dei maggiori esponenti della tradizione fumettistica italiana, Giuseppe Palumbo, anche noto internazionalmente come uno degli autori di Diabolik. Questo è il quarto fumetto creato per accompagnare le mostre di Palazzo Strozzi e il terzo realizzato da Palumbo».
«Questo numero di Jumbo è un numero eccezionale» afferma Giuseppe Palumbo « avete tra le mani un’edizione bilingue, con storie e disegni che parlano della nostra arte e degli artisti che ne fanno la gloria (Melotti, Savinio e Depero per citarne i primi di una serie) e danno splendore grafico a un capolavoro di un maestro del teatro inglese, William Shakespeare, senza dimenticare i versi del sommo poeta, Dante. Possa questo numero di Jumbo fungere da apripista al nostrano modo di narrare per immagini sull'intero globo terracqueo».
Come nella migliore tradizione dei giornalini Anni Trenta, la pubblicazione è composta da storie brevi di vario contenuto: umoristico, d'avventura, di mistero e di fantascienza.
I protagonisti di queste storie sono tre artisti dell’epoca, ma anche autori particolarmente amati da Palumbo per la loro poesia antiretorica: Fausto Melotti diventa una sorta di agente segreto, anzi un “segreto agente”, mosso dalle teorie di Carlo Belli e del suo libro, "KN", che Kandisky definì «il Vangelo dell'Astrattismo», Alberto Savinio invece veste i panni di un Mandrake bohémienne, tra alcune sue opere come La sposa fedele (1930-1931) e la costante presenza dei suoi genitori, Poltromamma e Poltrobabbo, oggetto di numerose interpretazioni pittoriche lungo tutta la sua vita di artista. Infine Fortunato Depero, è protagonista di una storia fantascientifica e divertente, costruita intorno al suo modo di intendere il Futurismo, con dinamismo e ironia, e a partire da una delle sue innumerevoli creazioni pubblicitarie per Campari (l'ultima vignetta del volume la ritrae).
Vista la grande attenzione che da sempre Palazzo Strozzi ha per le famiglie e i bambini, non poteva mancare in conclusione una parte dedicata ai più piccoli, con le avventure dell’investigatto Marlo (creato dallo stesso Palumbo e dal noto scrittore Allan Bay), e l'adattamento a fumetti di due classici (Amleto e l'Inferno).
La veste grafica è curata da Marco Zanichelli di Onde Comunicazione (Bologna), sulla base di materiali d'epoca. “Jumbo” è a disposizione presso il Punto Info della mostra.

Per informazioni: www.palazzostrozzi.org