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venerdì 15 novembre 2019

''Memoria delle mie puttane tristi'' di Gabriel García Márquez

24-02-2005
"Memoria delle mie puttane tristi" di Gabriel García Márquez. Il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci anni alla narrativa. E lo fa rendendo omaggio al capolavoro di un altro premio Nobel da lui particolarmente amato, "La casa delle belle addormentate" di Yasunari Kawabata. Anche se "Memoria delle mie puttane tristi" sembra piuttosto il compimento di un libro indimenticabile come "L'amore ai tempi del colera". A raccontare è la voce dell'anziano protagonista, un giornalista eccentrico e solitario, appassionato di musica classica, che accanto a quell'adolescente scopre il piacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme "senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore". Scopre forse per la prima volta l'amore, quello che non ha mai cercato in tutte le donne che ha incontrato e conosciuto, trovando "l'inizio di una nuova vita a un'età in cui la maggior parte dei mortali è già morta".