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mercoledì 11 dicembre 2019

''Cucinare in massima sicurezza'' di Matteo Guidi al Vivaio del Malcantone

30-05-2013
Giovedì 30 maggio 2013, alle ore 18.00, al Vivaio del Malcantone (via del Malcantone, 15 - Firenze) sarà presentato il progetto "Cucinare in massima sicurezza", un libro a cura di Matteo Guidi, edito quest’anno da Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri di Viterbo, e una mostra di disegni di Mario Trudu a cura di Gino Gianuizzi dello spazio Neon di Bologna. Il libro, ideato e scritto con persone detenute nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri italiane, e i disegni che illustrano ricette e utensili, spiegano i metodi usati nelle celle per cucinare con le poche risorse disponibili. In ogni ricetta, prima ancora della lista degli ingredienti, c’è quella degli strumenti per realizzarla. Gli utensili da cucina, che nei ricettari sono solitamente omessi, diventano qui il filo conduttore dell’intero lavoro, dove si descrive sia la loro costruzione che l’utilizzo. Oggetti semplici, che acquistano nuovo valore: un manico di scopa diventa un matterello, i lacci delle scarpe legano la pancetta arrotolata per la stagionatura, il televisore facilita la lievitazione del pane o della pizza, l’armadietto o lo sgabello sono trasformati in un buon forno. Nella cornice della cucina il libro e la mostra rileggono le difficoltà della vita da reclusi, ma anche le capacità e l’impegno spesi per migliorare la scoraggiante esperienza della detenzione, se non altrove, almeno a tavola. Un libro da cucina concepito nel 2009 da Matteo Guidi con un gruppo di persone detenute nella sezione di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione di Spoleto, nell’ambito dei laboratori di comunicazione visiva organizzati dalla cooperativa CoMoDo (Comunicare Moltiplica Doveri). Nelle stesse circostanze, un anno prima nasce anche il MoCa collective - acronimo di Mondo Carcerario - che prende nome dalla caffettiera (moka) oggetto multitasking per eccellenza nelle carceri. Guidi, curatore del libro, è un artista con una formazione in comunicazione visiva ed etno-antropologia che focalizza la sua ricerca sulle azioni pratiche quotidiane osservate in situazioni di forzata esclusione sociale e in ambienti caratterizzati da alti livelli di controllo sulla persona. I disegni del libro in mostra, selezionati da Gino Gianuizzi, curatore indipendente da sempre impegnato in progetti che indagano la questione dell’arte nel contesto pubblico, sono realizzati a penna a sfera nera su carta da Mario Trudu, persona detenuta nella Casa di Reclusione di Spoleto. Trudu, nato nel 1950 in Sardegna, prima della sua carcerazione era allevatore. Arrestato nel 1979, è detenuto da quasi 32 anni, interrotti da 10 mesi di latitanza. Oggi si trova nella sezione di Alta Sorveglianza del carcere di Spoleto dove sta scontando una condanna all’ergastolo, in questo carcere si è diplomato all’Istituto d’Arte e ha composto la sua prima autobiografia. La mostra, che raccoglie una ventina di disegni originali, nasce dall’idea di presentare il libro anche fuori dal circuito delle librerie e dalla necessità di dare visibilità alle doti nascoste dalle mura delle carceri. Durante l'incontro sarà allestita una cucina particolare dove sperimentare una delle ricette contenute all'interno del libro.

Per informazioni: www.ilvivaiodelmalcantone.com