Home > Webzine > ''L'amore con Erode'' a cura della Compagnia Teatro Popolare d'Arte a San Salvi
sabato 16 novembre 2019

''L'amore con Erode'' a cura della Compagnia Teatro Popolare d'Arte a San Salvi

09-07-2013
Martedì 9 e mercoledì 10 luglio 2013, alle ore 21.30, nell'area di San Salvi a Firenze è in programma lo spettacolo "L'amore con Erode" a cura della Compagnia Teatro Popolare d'Arte. Dal Diario di Costanza Caglià: uno spettacolo di e con Gianna Deidda. “L’amore con Erode” di Costanza Caglià è pubblicato dalla Cooperativa Libreria delle Donne, Firenze, 1983. Costanza Caglià nasce a Trieste il 22 novembre 1924. Si diploma al liceo classico e mentre frequenta l’università è ricoverata in manicomio, prima a Trieste, poi ad Ancona, infine a Firenze, nell’ospedale psichiatrico di San Salvi. Qui, nel 1971, incontra Torello Vannucci, anche lui ricoverato, e nasce fra loro una storia d’amore che durerà fino alla morte di Torello, nel 1988. Nella notte di capodanno del 1981, una “splendida notte di capodanno piena di luna”, comincia a scrivere un diario sotto forma di lettera d’amore a Torello, da lei chiamato Erode (come Erode il Grande) con lo scopo dichiarato di rivitalizzare attraverso la parola e la scrittura il loro rapporto, un po’ inaridito dalla consuetudine. Il diario è il resoconto puntuale della vita di Costanza e Torello e dei loro incontri, ma soprattutto è il racconto di una possibilità di vita piena d’amore e di felicità affermata con passione ed entusiasmo, alla faccia dell’istituzione manicomiale, della malattia mentale e della povertà. Costanza Caglià è morta l’8 marzo del 1999 ed è sepolta insieme a Bonzino, il “bel pupetto bianco di zucchero” da lei comprato in dolceria nel 1981 per 1200 lire, figlio dell’amore con Erode. A fine spettacolo, sarà proiettato "Fotografie d'amore con Erode", un raro film-ritratto del 1987 di Luca Ferro, interpretato da Costanza Caglià e Torello Vannucci in persona, racconto di una passione “straordinaria” non tanto per la follia, che pure caratterizza tutti i grandi amori, ma piuttosto per la cura, l’attenzione, lo scrupolo con cui il sentimento è coltivato e custodito. Per informazioni: www.chille.it