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venerdì 15 novembre 2019

I ''Fagotti'' e l'ultimo libro fra arte e vita di Cristina Pavia

29-11-2013

Venerdì 29 novembre 2013 alla Fondazione il Fiore di Firenze è in calendario il vernissage di un’esposizione di dipinti dell’artista colombiana Cristina Pavia con illustrazione alla sua presenza del volume "Sono nata nel 1941…". Arrivano a Firenze l’esposizione della serie di dipinti “Fagotti” e l’ultimo libro autobiografico dell’artista colombiana in cui si alternano riproduzioni delle sue opere – disegni, dipinti e sculture - e brani scritti sulla sua vita, sui suoi studi e viaggi, sulle sue sensazioni e pensieri.
L’inaugurazione della mostra con contemporanea presentazione del recente volume avverrà venerdì 29 novembre, alle 17.00, nella sede della Fondazione il Fiore di Firenze alle pendici di Bellosguardo. Oltre all’artista di Bogotà, che dopo varie peregrinazioni fra l’America Latina e l’Europa si è trasferita in Toscana nella campagna senese, interverrà Martha Canfield, ordinario di Lingua e letterature ispano-americane all’Università di Firenze e presidente del Centro Studi Jorge Eielson sulla letteratura e l’arte italo-latinoamericane.
L’evento è a cura della presidente della Fondazione il Fiore, Maria Giuseppina Caramella.
Il titolo della serie di opere «nasce da un sogno», come spiega Cristina Pavia: «era l’anno 1993 e io ero a Poggio del Fuoco per il mio primo Seminario sul tema della Morte. La notte feci un sogno che rimase vivido nella mia memoria. Parlava di un viaggio e del mio bagaglio. Il passaggio alla pittura e la sua interpretazione sono avvenute nel tempo grazie a intuizioni e associazioni analogiche. Già nel sogno il mio bagaglio iniziale si era trasformato in fagotto, nella forma rotonda del vero fagotto del viandante. Man mano che vado avanti approfondendo il tema, dipingendo, disegnando, creando veri fagotti con vecchi tessuti e corde si produce una sorta di trascrizione: “il fagotto” come contenitore di luce, “il fagotto” come il proprio corpo, “il fagotto” come bagaglio di vita e di morte”, “il fagotto” come possibilità di amare, “il fagotto” come involucro di conoscenza, “il fagotto” come fardello funerario, “il fagotto” come gruppo di attributi o personalità… La forma circolare si conferma un elemento fondamentale nel mio lavoro…».

Ingresso libero. La mostra sarà visitabile fino al 6 dicembre dal lunedì al venerdì: ore 9-13, 15,30-17,30.

A.V.