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mercoledì 20 novembre 2019

''ri-Conoscere Michelangelo'', la scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittura

18-02-2014

Da martedì 18 febbraio fino al 18 maggio, in occasione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti, la Galleria dell'Accademia di Firenze presenta un'esposizione che affronta il complesso tema del rinnovato interesse e dell'ammirazione per l'artista, dall'Ottocento alla contemporaneità, attraverso l'opera di scultori, pittori e fotografi che hanno guardato alla figura del Buonarroti e alle sue opere come riferimento iconografico per le loro realizzazioni.
Protagonista della mostra è l'immagine, su cui è stata impressa, su tela o negativo, il lavoro del genio del Rinascimento italiano. È proprio la fotografia, che da strumento di documentazione si è evoluta in arte, a cogliere di sorpresa il visitatore, investendolo di aspetti intrinseci all'opera rappresentata; molte solo le sfaccettature delle sculture di Michelangelo ed è osservando le foto che compongono l'esposizione che si comprende l'immenso lavoro di ricerca e selezione che sta alle spalle di ogni scatto scelto. La mostra non documenta solamente un percorso storico bensì lascia spazio agli autori di esternare le emozioni che hanno provato quando i propri obbiettivi si sono posati sopra le sculture. La scelta del taglio della foto, la luce, l'inquadratura. Tanti dettagli che insieme riescono a mostrare al visitatore sempre nuovi aspetti, sfaccettature non colte, oppure comprese ma mai approfondite.
Michelangelo continua a stupire, anzi, è come se creasse attraverso ogni scatto un'altra opera, inedita, e riesce a farlo dando il pretesto a nuovi artisti di immortalare frammenti che costituiscono una piccola parte di un'opera completa.
Le fotografie appese non si limitano a rappresentare sculture che tutti noi conosciamo, bensì creano estrapolando dal soggetto aspetti, espressioni, sguardi, ombre e prospettive che non sempre è possibile cogliere guardando la figura nel suo complesso.
È questa la bellezza della mostra, la sua capacità di far "ri-conoscere Michelangelo", permettendo al visitatore di osservarlo, per la prima volta, attraverso lenti differenti dalle proprie. E tutto ciò avviene sia grazie alle fotografie, che compongono la maggior parte delle opere esposte, sia grazie al continuo rimando alle opere originali sfornato dalle sculture e dalle pitture. La figura del Buonarroti è stata una fonte possente di ispirazione che non si è tradotta in un'imitazione ma in una ri-creazione.
L'esposizione comprende parte dalla produzione fotografica realizzata da alcuni dei più noti professionisti del XIX e del XX secolo, ed è stato cercato di evidenziare il ruolo determinante che la fotografia ha svolto nel consolidare la fortuna critica e iconografica di Michelangelo e, attraverso di essa, la celebrazione del suo mito.
Una lettura trasversale, in chiave storico-fotografica, che mette al centro il ruolo svolto dalla fotografia, fin dalle sue origini, nel celebrare uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, e nell'eleggere un ristretto pantheon di immagini di sue sculture a monumenti della memoria collettiva.
L'esposizione, a cura di Monica Maffioli e Silvestra Bietoletti, è coordinata dall'Accademia delle Arti e del Disegno e in collaborazione con la Fratelli Alinari I.D.E.A S.p.A.

Per ulteriori informazioni: www.unannoadarte.it

di Susini Matteo