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sabato 31 ottobre 2020

La ''Furia'' di Kevo donata a ''La Specola'' del Museo di Storia Naturale

18-03-2014

Da martedì 18 marzo 2014 il patrimonio della "Specola" di Firenze annovera un'altra opera al suo interno. Ad ampliare il già vastissimo repertorio è Claudio Cavallini, in arte Kevo, che ha donato una sua scultura al Museo di Storia Naturale per contraccambiare l'ospitalità ricevuta in occasione della manifestazione "I profumi di Boboli" del passato anno. L'opera in questione, intitolata "Furia" e realizzata per l'occasione, rispecchia perfettamente l'anatomia del museo che la ospita; una "sintesi della forma" che mostra un cavallo, e come da sempre stile di Kevo, il materiale da cui è ricavato non può essere che un unico blocco di legno.
L'opera si adatta perfettamente all'ambiente circostante, senza stonare in alcun modo, poichè sia il materiale sia la forma richiamano il "naurale" e la sua presenza non potrà che impreziosire le sale del museo fiorentino.
Kevo, fiorentino di nascita, ha espresso la sua contentezza nel poter donare un opera a quello che lui stesso ha definito "il suo museo", più e più volte visitato da ragazzino. La "Furia" è stata consegnata nelle mani di Giovanni Pratesi, Presidente del Museo di Storia Naturale.
Nell'arco della presentazione sono inoltre state illustrate le idee per il rinnovamento del museo con l'obbiettivo di esaltare le collezioni esposte e di dare nuova verve ad un'imparagonabile pezzo di storia cittadina che da tempo è stato in parte dimenticato ed abbandonato a sè stesso.
Una delle iniziative in cantiere più intriganti è la riapentura del Corridoio del Poccianti, che attualmente ospita migliaia di barattoli contenenti svariate specie di rettili sotto formalina. Quando verrà rimosso il muro che sbarra la strada, Palazzo Pitti sarà collegato nuovamente alla "Specola" e sarà possibile percorrere per intero il "Corridoio del Principe", un percorso che parte da Palazzo Vecchio, passa Uffizi, Corridoio Vasariano, Palazzo Pitti, fino alla "Specola". Un'iniziativa che permetterà ai visitatori di ammirare, oltre alle opere presenti nel Corridoio Vasariano, anche l'ultimo tratto di percorso da decenni bloccato. La speranza è che dopo l'apertura possa essere spalancato anche il cancello che collega il verde del Dipartimento di biologia animale al Giardino di Boboli. Un vero e proprio salto nel tempo.

di Susini Matteo