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domenica 17 novembre 2019

Presentazione di ''Selfhabitat Cultura'' presso Le Murate.PAC

27-03-2014

L'allontanamento da routine, tradizioni, da tutto ciò "che è sempre stato così'", si è dimostrato un desiderio molto spesso inevitabile, talvolta doloroso, ma elettrizzante, che apre scenari nuovi ed inaspettati, paure e sentimenti discordanti. Una pulsione così viscerale da non lasciare scampo, talvolta, perfino ai più agguerriti tradizionalisti. Un "seme della discordia", che si insinua, scava e corrode le fondamenta di un solido connubio: quello tra arte e tecnica. Prima così saldamente incatenate, adesso così autonome e spensierate; la tecnica che si ramifica in una pluralità di settori e produzioni e l' arte che si aggira un pò ovunque e si esplica nelle forme più libertine e fantasiose. Ma come in ogni storia d'amore che si rispetti, il punto di rottura non è mai eccessivamente marcato, mai definitivamente stabilito. C'è sempre un luogo segreto in cui i vecchi amanti tornano ad incrociarsi, a toccarsi, a fondersi ancora, perchè l' arte e la tecnica non possono davvero esistere separatamente. Proprio lì, a metà strada, si colloca la sede strategica del design, "nell'incrocio in cui arte e tecnica si annusano, si odiano, si incontrano", spiega il Professor Sergio Givone, Assessore alla Cultura e alla Contemporaneità del Comune di Firenze. La passione per il design, ha dato vita ad una serie di iniziative inaugurate dal convegno per Florence 2010 "Il design a Firenze, il design per Firenze" ed alimentate dal successivo progetto dal titolo "Lezioni di design", che ha richiamato a Firenze alcune personalità di spicco, tra cui docenti universitari, imprenditori e personaggi di successo del settore. Questi i presupposti dai quali ha preso vita "Selfhabitat Cultura", l'associazione Culturale con la passione per il design. Un ambiente in cui questa attività può svilupparsi, riprodursi e sopravvivere, che nasce con l' intento di coinvolgere un numero sempre più ampio di persone accomunate dalle stesse passioni. L' obiettivo di smuovere le conversazioni e gli interessi fiorentini, facendo parlare di contemporaneità, di arte e di tecnica, del modo in cui le tecnologie stanno investendo l' arte stessa, anima  un' associazione senza scopo di lucro, concepita con la consapevolezza del vero problema che affligge la nostra città. Tra gli anni 60 e 70 paladina della cultura del design e detentrice di un fondamentale ruolo di avanguardia, con schiere di giovani specializzati della Facoltà di Architettura, Firenze diviene presto vittima del fatale svuotamento di questa classe generazionale nel suo esodo verso il Nord, Milano per la precisione.
Selfhabitat Cultura decide così di cimentarsi nel tentativo di mettere in moto un motore che talvolta è rimasto freddo, quello di una città che secondo alcuni si è fermata ai tempi del Rinascimento, della prospettiva lineare di Brunelleschi, dello spazio unitario, del ripudio dello sfarzo in un ferreo ritorno alla bellezza dell' essenziale. Possiamo raccogliere opinioni discordanti in merito al presunto congelamento che avrebbe sterilizzato Firenze, ma quello che è certo è che qui passato e presente possono trovare l' idilliaca sintesi; un armonioso incontro dove incastrarsi alla perfezione, coordinarsi senza stonare. Nella sua apertura alla novità e al cambiamento, nell' unione di contemporaneità e storia, ricerca di attualità e bisogno di conservazione, Firenze trova una nuova linfa vitale, una matrice dinamica che scioglie (se mai è esistita) la sua presunta staticità. Si delinea così, se vogliamo, un "rinascimento" continuo e continuamente nuovo, allo stesso tempo tradizionale e moderno, in cui la presenza del design diventa necessaria e funzionale, anche nell' intreccio e nel contatto diretto con l' arte. "Sono i contemporanei che uccidono la contemporaneità se si lasciano bloccare dalla storia", suggerisce Vanni Pasca, presidente dell'Associazione italiana degli Storici del Design, alludendo ad un maestoso passato artistico ed architettonico, che merita rispetto, ma non deve intimidire; una memoria che dev' essere motivo di orgoglio, ma anche fonte vitale di ispirazione, dirigendo il nostro sguardo incredulo verso confini che nessuno ha mai osato esplorare. 
Parole chiave: varietà, convivenza, patrimonio, innovazione, cultura

Per ulteriori informazioni: www.lemuratepac.it

di Enrica Pulcinelli