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martedì 19 novembre 2019

La mostra collettiva ''Per filo e per Segno'' alla Galleria Santo Ficara di Firenze

05-04-2014

Sabato 5 aprile 2014, alle ore 11.00, avrà luogo l'innaugurazione della mostra "Per filo e per segno" presso la Galleria Santo Ficara di Firenze (via Ghibellina, 164r). L'esposizione collettiva, a cura di Federico Sardella, vede protagoniste le opere di Paola Pezzi, Cristina Volpi, Antonella Zazzera e Carla Accardi, l'artista siciliana scomparsa a Roma il 23 febbraio a 89 anni.
Di tali artiste saranno presenti una serie di opere degli ultimissimi anni, realizzate rispettivamente con pittura vinilica su tela, in feltro o in legno, con fili di seta o di ragno, in carta, cellulosa e rame, molto distanti le une dalle altre eppure scelte con l’intenzione di dare vita ad un confronto inedito teso a rilevare un sentire comune, traducibile nel sapiente uso del segno e del filo.
Il segno è, in senso stretto, protagonista indiscusso dell’intero percorso di Carla Accardi, ricco e sensuale, cammina sul filo dell’astrazione e trova posto libero sulle sue tele, con un’energia non scontata che dà vita ad un groviglio sparpagliato e consapevole, incredibilmente seducente e mai ripetitivo.
Così come Carla Accardi non lavora sul filo in senso stretto, nemmeno l’attenzione di Paola Pezzi è dedicata principalmente alla questione del segno, eppure le sue sculture di matite, non piccole ma concentrate, che lei stessa descrive come frecce scoccate in aria, portano in sé una chiara carica segnica. Non a caso, immaginandole in movimento, si potrà cogliere la loro invisibile scia che, nell’aria, si fa impalpabile filo… Un filo che corre svelto ed ha le sembianze di un’onda bianca in feltro o di un tronco d’albero visto in sezione, dove gli anelli di accrescimento, immobili ed ordinati, segnano il tempo della loro formazione.
Per l’occasione, oltre ad alcune sculture di matite e ad una serie di recenti opere da parete in feltro bianco e grezzo, Paola Pezzi ha pensato degli interventi di grandi dimensioni in feltro nero che, quali naturali evoluzioni delle sue ultime ricerche e riflessione sullo spazio, si concentreranno nei punti chiave che lo reggono e lo strutturano, come le colonne o le chiavi di volta che caratterizzano la galleria.
Anche Cristina Volpi interverrà caratterizzando lo spazio espositivo con una disseminazione a parete di carte, alcune delle quali libere ed altre intelaiate, sulle quali si fondono e si confondono segni tracciati con il pennino, fili di seta, ragnatele, alle volte catturate in non so quale angolo e alle volte dipinte, fedelmente restituite come solo un minuzioso copista le renderebbe.
Le cuciture di Cristina Volpi sono un modo di segnare il procedere della vita. Come lei stessa scrive, il filo è il caos fatto ordine, il groviglio che trova struttura, una linea che porta fuori dal labirinto. Filare, pensare e scrivere sono azioni  che svelano la necessità primordiale di forma, direzione e senso. In tutti i suoi più recenti gruppi di opere e in alcuni libri d’artista il filo è tela di ragno, è scrittura silenziosa e non detta, è tempo andato, è maschera, è diario, è performance, installazione, gesto ed anche segno.
La ricerca artistica di Antonella Zazzera si fonda su Segnotraccia e tutte le sue sculture sono realizzate con filo di rame di diversi spessori e vari toni; nelle più recenti "Carte scultura", invece, oltre al filo si aggiunge la cellulosa che diventa altro corpo dell’opera e amplifica l’idea di segno e di traccia già fortemente presente.
In Antonella Zazzera il filo non si intreccia ma si sovrappone e sedimenta, disponendosi con modalità che corrispondono a gesti ben precisi, che danno origine a segni netti, dagli andamenti naturali, generati dal corpo dell’artista, dalle sue dimensioni e tensioni. Le sue creature di rame si rapportano attivamente con lo spazio che le accoglie e sono in continuo dialogo con la luce che le accarezza e le vivifica, rendendoli corpi unici, lirici ed irripetibili.
L’articolato percorso espositivo,  reso possibile grazie alla collaborazione ed alla disponibilità  delle artiste dà vita ad un dialogo inedito tra i quattro protagonisti e ad un inevitabile omaggio a Carla Accardi, che aveva aderito al progetto e che dalla metà degli anni Ottanta ha collaborato con continuità con la Galleria Santo Ficara, dove ha partecipato a diverse rassegne collettive ed allestito  svariate mostre personali.

Info: www.santoficara.it

SM