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domenica 17 novembre 2019

Riapre al pubblico la sala di Clemente VII in Palazzo Vecchio

09-06-2005

Il Sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha cambiato ufficio. Come sua stanza di lavoro non sarà più utilizzata, ad eccezione di incontri ufficiali, la Sala di Clemente VII, ma una più sobria stanza attigua peraltro arredata senza ulteriori spese, con materiale preesistente. La splendida Sala, insieme alla cappella dei Santi Cosma e Damiano, torna quindi a far parte del percorso museale e ad essere visibile al pubblico che potrà godersi nuovamente gli importanti affreschi di Giovanni Stradano ed i dipinti di Giorgio Vasari. Secondo le intenzioni del Sindaco questa novità non è rivolta solo ai turisti stranieri ma anche ai cittadini: "Palazzo Vecchio è ancora il Palazzo dei fiorentini e molte iniziative come il Museo dei ragazzi e l'apertura gratuita l’ultimo sabato di ogni mese sono rivolte alla città. Mi piacerebbe che anche quei fiorentini che pensano a Palazzo Vecchio semplicemente come luogo dove si va per un certificato all'anagrafe, potessero apprezzarne il valore culturale e storico".Per festeggiare l’evento Domenici ha chiamato in Palazzo Vecchio gli assessori della giunta ed il Soprintendente Antonio Paolucci che si è soffermato sugli affreschi illustranti episodi della vita di Clemente VII, Papa e figlio di Giuliano de' Medici, e sulle splendide descrizioni pittoriche di città come Firenze, Empoli, Volterra, ancora oggi riconoscibili. "E' singolare per tanti anni la presenza alle spalle di un Sindaco eletto democraticamente di un gigantesco poster rappresentante la tirannia" ha ironizzato Paolucci riguardo all'affresco dell'Assedio di Firenze.

di Andrea Palanti