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venerdì 23 ottobre 2020

Ciclo di appuntamenti ''Dialoghi'' nella Cappella Rucellai in San Pancrazio

25-09-2014

Dopo il restauro e la sua riapertura al pubblico nel febbraio del 2013, la Cappella Rucellai di Leon Battista Alberti, uno dei luoghi più rappresentativi della cultura umanistica del Quattrocento, entra in contatto, anzi in cortocircuito con l’opera Novecentesca di Marino Marini, ospitata da oltre trent’anni nell’ex chiesa di San Pancrazio, e con le multiformi attività di ricerca sul contemporaneo che qui hanno luogo.

Dall’incontro di questi spazi, in senso fisico ma anche artistico, nasce Dialoghi, un ciclo di appuntamenti, ideati da Alberto Salvadori e a cura di Katia Mazzucco, che si svolgeranno nella navata centrale del museo dal 25 settembre 2014 al 29 gennaio 2015.

In quest’unicum museografico, studiosi, intellettuali, operatori della cultura, discuteranno temi di ricerca e attualità della teoria e della storia dell’arte a partire da parole e immagini dell’opera albertiana. Andrea Severi, Marco Carminati, Giuseppe Barbieri, Vincenzo Farinella, Andrea Pinotti e Marzia Faietti ci parleranno del profilo intellettuale dell’Alberti, della sua opera teorica alla luce di problematiche passate e attuali, di tracce inedite di risonanza dei suoi scritti, del disegno e dello statuto dell’opera monumentale.

Dialoghi - Programma: 

25 settembre 2014, ore 18.00
Andrea Severi, Leon Battista Alberti: il riso e il pianto del “camaleonte”
Tornami alla mente lo stilo di Battista Alberto, el quale come nuovo camaleonta sempre quello colore piglia el quale è nella cosa della quale scrive…

Ghirlande di Lode

- Sei troppo buffo! Tieni, prendi dunque questa corona

- Ti ringrazio, fanciulla, perché mi hai fatto un doppio regalo. Mi hai dato infatti la corona, con cui posso ornarmi il capo, e in più me l’hai data fatta di un’erba tale che, anche quando si sarà seccata, sarà utilissima per pulire i piatti. [Intercenali]

Andrea Severi è assegnista di ricerca dell’Università di Bologna e ha curato con Loredana Chines l’Autobiografia di Leon Battista Alberti per la collana dei classici BUR. L’irriducibilità del pensiero albertiano a un modello di Umanesimo pacificato trova espressione piena in queste sue “operette morali” del Quattrocento. Riso e pianto sono le corde su cui suonano i testi delle Intercenali: inscritti nella tradizione della satira latina e insieme operette di straordinaria modernità, avranno però scarsissima fortuna. Andrea Severi parla del proprio lavoro per la restituzione della prosa latina di Alberti e propone tratti del suo complesso profilo intellettuale di camaleonte dello stile e dei contenuti, e poeta “laureato” che sa la vanità delle corone della gloria terrena.

16 ottobre 2014, ore 18.00
Marco Carminati, Pagine di cultura. Invito alla visione della Cappella Rucellai in San Pancrazio

Sepolcri

Sui frontoni dei templi […] incidevano i nomi degli dei cui questi templi erano dedicati. Da noi c’era l’usanza di incidere nelle cappelle il nome di colui cui erano state dedicate e l’anno di consacrazione. Ciò mi pare da approvarsi incondizionatamente. [] In questo genere di monumenti gli elementi che si apprezzano sono la conformazione dell’opera e l’epitafio. [De re aedificatoria VIII, 4, 2]

Marco Carminati si occupa di storia e critica d’arte e cura le pagine di arte della Domenica del Sole 24 ore. In occasione della riapertura del Santo Sepolcro Rucellai di Leon Battista Alberti dopo i restauri, una di queste pagine offriva al lettore immagini e parole per la costruzione di un interesse per l’evento, l’opera, gli operatori. Con questo esempio, Marco Carminati parla al Museo Marino Marini della tessitura del rapporto con il lettore e il fruitore dell’arte.

20 novembre 2014, ore 18.00
Giuseppe Barbieri, Alter deus: origine e identità della pittura tra Medioevo e Rinascimento

Narciso

Prese l’architetto, se io non erro, pure dal pittore gli architravi, le base, i capitelli, le colonne, frontispici e simili tutte altre cose; e con regola e arte del pittore tutti i fabri, iscultori, ogni bottega e ogni arte si regge; né forse troverai arte alcuna non vilissima la quale non raguardi la pittura, tale che qualunque truovi bellezza nelle cose, quella puoi dire nata dalla pittura. Però usai di dire tra i miei amici, secondo la sentenza de’poeti, quel Narcisso convertito in fiore essere della pittura stato inventore; ché già ove sia la pittura fiore d'ogni arte, ivi tutta la storia di Narcisso viene a proposito. Che dirai tu essere dipignere altra cosa che simile abracciare con arte quella ivi superficie del fonte? [De Pictura, II, 26]

Giuseppe Barbieri è professore di Storia dell’arte moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha dedicato alla teoria dell’arte in Alberti diversi saggi e la monografia L’inventore della pittura. Leon Battista Alberti e il mito di Narciso (2001). Per i Dialoghi del Marini propone una discussione sulla figura dell’artista pittore attraverso il limes poco tracciabile tra cultura medievale e rinascimentale.

18 dicembre 2014, ore 18.00
Vincenzo Farinella, Giove pittore di farfalle. Immagini a partire dagli scritti albertiani

Virtù oltraggiata da Fortuna, Giove debitore di Fortuna

- Ma è già un mese che aspetto di essere ricevuta; e mentre io, per ottenere sempre la stessa cosa, prego tutti gli dei che vanno e che vengono, sento sempre scuse nuove e diverse: ora dicono che gli dei sono occupati a far crescere in tempo le zucche, ora che son presi a dipingere ali bellissime alle farfalle [Intercenali].

L’opera scritta di Leon Battista Alberti ha avuto fortuna e diffusione non lineari. Il dialogo Virtus delle Intercenales è stato attribuito a Luciano fino alla fine dell’Ottocento, e ha preso forma nelle illustrazioni delle edizioni cinquecentesche dei Dialoghi dello scrittore greco del II sec. d.C. Vincenzo Farinella, professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Pisa, mostra una serie di immagini a partire dalla propria ricerca su “Giove pittore di farfalle” (2007) e sull’emergere di figure ispirate a scritti albertiani nell’arte del Cinquecento, come esempi del rapporto non scontato tra testi, immagini e pensiero di committenza dell’arte rinascimentale.

15 gennaio 2015, ore 18.00
Andrea Pinotti, Ricordati di dimenticare: il paradosso della memoria monumentale

Monumento, memoria di pubbliche azioni ed eventi

Diversi dovevano essere i criteri da impiegarsi nelle costruzioni durevoli, destinate a resistere agli anni, e in quelle realizzate soprattutto per amore della bellezza []. Credo che […] il miglior monumento [sia] quello conservato nella memoria degli uomini []. Nulla più [dell’ornamentazione] concorre a salvare qualsiasi cosa dalla distruzione e a tramandarla ai posteri [De re aedificatoria, VI, 3, VIII, 2, 3].

Negli anni ’60 del Quattrocento Giovanni di Paolo Rucellai fa costruire una tomba, un monumento sepolcrale, ispirato al modello del Santo Sepolcro di Cristo a Gerusalemme. Il sacello è accolto nella chiesa di San Pancrazio, in una cappella restaurata “all’antica” da Leon Battista Alberti per contenere una delle sue più perfette e compiute creazioni architettoniche, inno all’armonia e alla bellezza. Andrea Pinotti è professore di Estetica all’Università degli Studi di Milano. Da anni conduce una ricerca sullo statuto dell’opera monumentale e al Marino Marini, “all’ombra” di un altro topos monumentale eccellente – l’uomo a cavallo di Marini del Monumento equestre – parla della dimensione temporale e dell’estetica del monumento, tra memoria e oblio: cos’è, o meglio, quando è un monumento?

29 gennaio 2015, ore 18.00
Marzia Faietti, Il disegno “lineamentum” e il suo contrario

Circoscrizione, alfabeto, lineamento

Adunque la pittura si compie di circonscrizione, composizione, e ricevere di lumi. […] Sarà circunscrizione quella che descriva l’attorniare dell’orlo nella pittura. […] Io così dico in questa circonscrizione molto doversi osservare ch’ella sia di linee sottilissime fatta, quasi tali che fuggano essere vedute […]; però che la circonscrizione è non altro che disegnamento dell’orlo, quale ove sia fatto con linea troppo apparente, non dimostrerà ivi essere margine di superficie ma fessura, e io desiderrei nulla proseguirsi circonscrivendo che solo l'andare dell’orlo [].

Voglio che i giovani, quali ora nuovi si danno a dipignere, così facciano quanto veggo di chi impara a scrivere. Questi in prima separato insegnano tutte le forme delle lettere, quali gli antiqui chiamano elementi; poi insegnano le silabe; poi apresso insegnano componere tutte le dizioni. Con questa ragione ancora seguitino i nostri a dipignere [].

L’architettura el suo complesso si compone del disegno e della costruzione. […] La funzione del disegno è dunque di assegnare agli edifici e alle parti che li compongono una posizione appropriata, un’esatta proporzione, una disposizione conveniente, e un armonioso ordinamento, di modo che tutta la forma della costruzione riposi interamente nel disegno stesso. [De pictura, I, 31, III, 55; De re aedificatoria I, 1]

Marzia Faietti dirige il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, insegna all’Univerità di Bologna e ha realizzato numerose mostre e pubblicato diverse monografie sul disegno e la grafica del Cinquecento. Per i Dialoghi del Marini, Faietti parla della propria indagine più recente e del lavoro di ricerca per una teoria delle diverse concezioni del disegno.

Per ulteriori informazioni: info@museomarinomarini.it - www.museomarinomarini.it