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martedì 19 novembre 2019

Prove aperte con Gabriele Lavia per ''Sei personaggi in cerca di autore'' di Pirandello

30-09-2014
Il 29 e il 30 Settembre, Gabriele Lavia ha invitato il pubblico alla Pergola ad assistere alle prove del suo prossimo spettacolo, il grande classico pirandelliano "Sei personaggi in cerca d'autore", che andrà in scena dal 24 Ottobre al 2 Novembre. Non è la prima volta che l'attore e regista rappresenta un'opera di Luigi Pirandello e la sua esperienza si fa sentire: Lavia ha innanzitutto cura di inscenarne il significato piuttosto che il testo teatrale in sé. A partire dalla scenografia minimale, senza quinte, con i macchinari del teatro in vista, che rende bene l'idea dell'eliminazione dello spazio teatrale, dello spettacolo non preparato. Solo un grande telo bianco serve da sfondo fisso alle scene. Fornisce anche istruzioni per luci e suoni, da dove devono provenire e con che intensità. Lavia da il meglio di sé nella direzione: per lui personaggi ed attori costituiscono i due grandi poli dell'opera, quindi cura tutto, dall'intonazione, alla gestualità, ai dettagli delle battute perché ogni aspetto sottolinea il significato ultimo dell'opera; ogni attore, anche se di secondo piano, ha specifiche istruzioni per la resa totale della scena. Mentre spiega agli attori come devono muoversi e recitare, sapendo bene di avere anche un pubblico, spiega che tipo di teatro voleva inscenare Pirandello: "non mettetemi in scena un teatro morto, perché il modo di essere vivo per un personaggio, che è simbolo del teatro, è che sia vivo l'attore", quindi "non teatro alla moda, ma teatro vivo". Gli attori devono essere uomini, non marionette. Per questo motivo il testo è costruito sul contrasto tra attori fantocci, che recitano le battute lette dal suggeritore, e i sei personaggi, che invece vogliono essere vivi in un teatro vivo. Lavia insiste molto su questo punto e quindi agli attori chiede naturalezza, non vuole che le battute sembrino recitate. Pur di farli sembrare persone che parlano, riprova e riprova le scene fornendo ogni volta indicazioni nuove o cambiando addirittura alcune battute, talvolta costruendo lì per lì una storia dietro quel personaggio per far capire la sue ragioni di comportarsi in quel modo: "è l'azione che comanda, non le parole". In questo processo Lavia è uno spettacolo nello spettacolo e strappa più di una risata al pubblico presente, abbastanza numeroso nonostante la parte di platea ad esso riservata sia ridotta. Proprio questa è la ragione che rende di grande interesse la partecipazione ad occasioni del genere: assistere alle prove permette di vedere l'intero lavoro del regista ed il suo apporto nella comprensione viva dell'opera. Sembra quasi di vedere il teatro vivo di cui parlava Pirandello.

Fiammetta Pibiri