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venerdì 22 novembre 2019

''Human'', le opere di Antony Gormley al Forte Belvedere di Firenze

26-04-2015

A partire da domenica 26 aprile al Forte del Belvedere di Firenze sarà possibile visitare la mostra "Human" di Antony Gormley, uno dei più apprezzati scultori viventi. L'esposizione, aperta fino al 27 settembre 2015, vede per la prima volta riunite più di cento opere dell'artista. Sculture silenziose in ferro di forma umana popolano le terrazze, le scalinate e le stanze interne del Forte. In piedi, accucciati, raggomitolati, distesi o appoggiati ai muri questi corpi formano la più grande mostra mai realizza dall'artista inglese in un luogo storico all'aperto. Come ha dichiarato lo stesso Gormley “l’idea è quella di aprire il Forte a sollecitazioni scultoree. Le opere sono sparse con lo scopo di catalizzare le relative masse, le costrizioni e le vedute offerte dal sito. La ricerca dei luoghi migliori in cui dar vita a confronti e allusioni, mira a creare dei veri e propri ostacoli, che obblighino i visitatori a fermarsi.  Desidero che il visitatore rifletta sul modo in cui si pone nei confronti degli spazi che lo circondano”.
Al centro dell'esposizione, dunque, il tema della ridefinizione della figura umana che trova la sua massima espressione in una città come Firenze, centro propulsore del Rinascimento. Lo stesso sindaco Dario Nardella ha sottolineato come il capoluogo toscano abbia vissuto da protagonista lo sviluppo straordinario del pensiero umanistico, aggiungendo “oggi è arrivato il momento di promuovere un nuovo umanesimo che non metta più solo l'uomo al centro del mondo, ma che provi a ribaltare questo principio di valori ponendo al centro il mondo stesso. Ovvero ponendo al centro dell'attenzione, della sensibilità, della riflessione dell'uomo il futuro del mondo dal punto di vista naturalistico, della scarsità delle risorse disponibili, dal perseguimento della pace, del rispetto verso la nostra terra. Ecco Human vuole e dev'essere una riflessione del rapporto tra uomo e natura ed è la dimostrazione che Firenze ha tutti i requisiti e tutta la forza per essere oggi promotrice di una grande e necessaria umanizzazione”.

Tra le opere in mostra l’importante installazione "Critical Mass", un “anti-monumento che evoca tutte le vittime del XX secolo”. L’opera fu ideata originariamente nel 1995, per un vecchio deposito di tram a Vienna, per “attivare l’intero edificio e farne un punto di riflessione su un momento buio della storia della Germania”. Visibile sulla terrazza inferiore del Forte, Critical Mass, acquisisce una nuova forza nel confronto con la città rinascimentale, la storia dell’umanesimo e la continua e onnipresente relazione tra denaro e potere militare.

Antony Gormley, nato a Londra nel 1950, è ampiamente acclamato per le sue sculture, installazioni e opere d'arte pubblica che indagano il rapporto tra il corpo umano e lo spazio. Il suo lavoro ha sviluppato il potenziale aperto dalla scultura a partire dagli anni sessanta del secolo scorso attraverso un impegno critico sia con il proprio corpo che con quello degli altri affrontando questioni fondamentali relative alla posizione degli esseri umani in rapporto con la natura e il cosmo. Gormley cerca continuamente di identificare lo spazio dell'arte come luogo del divenire in cui possono nascere nuovi comportamenti, pensieri e sentimenti.
Gormley è stato insignito del Turner Prize nel 1994, il South Bank Prize for Visual Art nel 1999, la Bernhard Heiliger Premio per la Scultura nel 2007, il Premio Obayashi nel 2012 e il Praemium Imperiale nel 2013. Nel 1997 è stato nominato Ufficiale dell’Iimpero Britannico (OBE) e Cavaliere [Sir] dalla Regina Elisabetta II nel 2014 nella tradizionale carrellata di nuovi titoli nobiliari erogati a capodanno. E’ membro onorario del Royal Institute of British Architects, nonché dottore honoris causa dell'Università di Cambridge e Fellow di Trinity College e Jesus College della stessa Università. E’ Accademico Reale dal 2003 e membro fiduciario del consiglio di amministrazione del British Museum dal 2007.

VF