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lunedì 11 novembre 2019

Galleria dell’Accademia: una Stradivari medicea del 1690 per inaugurare il ''Viola Fest''

06-03-2015

Organizzato dal Conservatorio di Musica Luigi Cherubini, dalla Galleria dell’Accademia - Dipartimento degli Strumenti Musicali, in collaborazione con Associazione Italiana della Viola (che ha curato l’aspetto artistico del progetto), ha preso il via stamani nel museo fiorentino l’edizione 2015 del “Viola Fest”, tre giornate di attività ed eventi tra masterclass, concerti, tavole rotonde, incontri ed esposizioni di strumenti che si protrarranno a Firenze fino a domenica 8 marzo tra la sede centrale del Conservatorio Cherubini, la Galleria dell’Accademia e l’Accademia delle Belle Arti di Firenze.

Si tratta di momento di confronto e formazione per giovani musicisti provenienti da tutta Italia, ma anche una manifestazione di valore e interesse artistico aperta a tutti, dedicata alla viola, strumento musicale della famiglia degli archi. Alla presenza di 23 violisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Bruno Giuranna (concertista e presidente europeo di ESTA, associazione europea degli insegnanti di strumenti ad arco) e Michael Kugel (concertista e fondatore e presidente del Belgian Viola Society), “ViolaFest” accoglierà studenti di musica di tutti i livelli insieme ai loro docenti, proponendo attività incentrate sul repertorio della viola sola e in ensemble, sullo sviluppo della pedagogia dello strumento e rappresenterà un’opportunità di scambio e contatto tra strumentisti, contribuendo a valorizzare i giovani talenti. La programmazione è ricca di esibizioni e importanti artisti, provenienti da Istituzioni italiane e straniere, quali il chitarrista Stefano Cardi; il violoncellista Andrea Nannoni; i pianisti Giovanna Prestia, Andrea Trevisan e Tiziano Mealli; la cantante TizianaTramonti; la violoncellista Natania Hoffman, il violinista Andrea Tacchi. L’evento sarà aperto al pubblico.

Tre giorni di musica

Il “Viola Fest” si è inaugurato stamani alla Galleria dell’Accademia, col suono della famosa ‘Viola Medicea’ creata da Antonio Stradivari nel 1690 e conservata all’interno della Galleria dell’Accademia; alle 14.30 si apriranno le registrazioni dei partecipanti. La prima giornata sarà dedicata alla formazione degli iscritti con incontri con i musicisti presenti, concerti e prove aperte. Tra gli eventi da segnalare alle 21.15, presso la Sala del Buonumore del Conservatorio, il concerto cameristico sulle note di Nikolai Sokolov, Wolfgang Amadeus Mozart e Johannes Brahms. Il festival continua sabato 7 marzo a partire dalle ore 9 con varie iniziate e ospiti, tra cui il concerto “Trii”, che vedrà l’esecuzione di musiche di Niccolò Paganini e Brahms. Chiude la tre giorni, domenica 8 marzo, l’esecuzione della Mendelssohn Ensemble della Sinfonia n.12 di Felix Mendelssohn (programma completo su www.conservatorio.firenze.it).

“Viola Medicea”, la star del Festival

I Medici e la passione per la musica del Gran Principe Ferdinando, sono stati ancora una volta l’incipit di un vero e proprio evento: per inaugurare il “Viola Fest”, sono risuonate in pubblico (dopo 2 secoli) le note di una viola costruita da Antonio Stradivari, nel 1690 a Cremona, come parte integrante di un quintetto destinato ad essere donato al figlio di Cosimo III. Lo strumento è conservato nella collezione del Dipartimento della Galleria dell’Accademia.  La viola tenore è senza dubbio lo strumento più importante della collezione granducale. Originariamente faceva parte di un quintetto costruito da Antonio Stradivari nel 1690 commissionato per un dono al Gran Principe Ferdinando de’ Medici. Per questa occasione furono scelti materiali di qualità eccezionale sia dal punto di vista estetico che acustico. La tavola armonica è in due parti di Abete rosso e il fondo è in due parti di acero a taglio radiale, con forte marezzatura stretta e perpendicolare alla commettitura. Oltre all’ottimo stato di conservazione, questo è l’unico strumento di Stradivari che conserva in ogni sua parte la struttura e l’aspetto originale, compreso il ponticello decorato a inchiostro dallo stesso Stradivari e il manico che non ha subito interventi di ammodernamento. Questo capolavoro è di fondamentale importanza per la conoscenza dello stile del primo periodo stradivariano, nonché da considerarsi tra i migliori strumenti cremonesi in esistenza. Non ci sono notizie dell’utilizzo della “Viola Medicea” in pubblico da almeno un paio di secoli anche perché non si tratta di uno strumento solista. Cioè il suo utilizzo aveva senso solo nel contesto di un quintetto e nell’ambito di un limitato repertorio italiano secentesco dove eseguiva la parte centrale dell’armonia. Il quintetto mediceo iniziò a smembrarsi verso la fine del 1700 per cui sicuramente lo strumento da allora non è stato più utilizzato.

Per ulteriori informazioni: 055-2989311; www.conservatorio.firenze.it.