Home > Webzine > ''Dolci trionfi e finissime piegature'': a Palazzo Pitti si rivive il banchetto nuziale di Maria de' Medici
giovedì 22 ottobre 2020

''Dolci trionfi e finissime piegature'': a Palazzo Pitti si rivive il banchetto nuziale di Maria de' Medici

10-03-2015

A dir poco originale è la mostra in programma dal 10 Marzo al 7 Giugno nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, dal nome "Dolci trionfi e finissime piegature. Sculture in zucchero e tovaglioli per le nozze fiorentine di Maria de' Medici", che ricostruisce il banchetto per le nozze tra Maria de' Medici e Enrico IV di Francia, tenutosi in Palazzo Vecchio la sera del 5 Ottobre 1600.
Un grande evento storico, descritto minuziosamente da Michelangelo Buonarroti il Giovane, grazie al quale ci sono noti gli allestimenti progettati dall'architetto Bernardo Buontalenti per la tavola regia e per quelle degli ospiti, ma anche la grande credenza a forma di giglio di Francia creata da Jacopo Ligozzi per mostrare ai presenti gli oltre duemila pezzi del tesoro mediceo; e ancora, l'importanza delle sculture in zucchero create per l'occasione sui prototipi bronzei di illustri scultori come Giambologna e delle virtuosistiche piegature dei tovaglioli: "alimenti decorativi", entrambi concepiti come vere e proprie opere d'arte.
Curata da Giovanna Giusti e Riccardo Spinelli, l'esposizione, dice il Direttore della Galleria Palatina Matteo Ceriana durante la conferenza di presentazione, "vuole evocare gli elementi effimeri di questo evento tanto importante, ricostruendone l'impatto visivo e scenografico". Questo perchè l'insieme dei beni che costituiscono la storia e documentano la cultura comprende non solo quelle testimonianze "tangibili" e durature come dipinti, sculture e architetture, ma anche tutta quella serie di espressioni temporanee e passeggere che rivelano comunque la struttura valoriale della società del tempo. Zucchero fuso e modellato per riprodurre le più celebri sculture dell'epoca e salviette inamidate e ripiegate nelle più diverse forme: la "ritualità alimentare" è un mondo di opere che non sono ovviamente pervenute a noi ma che tuttavia, grazie alle capacità e alle abilità di artigiani e artisti che praticano "gli antichi mestieri", è stato possibile ricostruire e riproporre al pubblico.

Le competenze manuali di Sarah e Giacomo Del Giudice della Fonderia a Strada in Chianti hanno reso possibile la riproduzione di alcune di quelle sculture in zucchero attraverso le tecniche di fusione tradizionali; mentre l'artista catalano Joan Sallas si è occupato delle piegature dei tovaglioli, arte che vide proprio a Firenze il suo apogeo. Visibile al pubblico saranno anche i conti autografi e le fatture rilasciate dagli artisti all'amministrazione medicea relativi ai lavori fatti, i bronzi originali di Giambologna concessi dal Museo Nazionale del Bargello e dal Musèe des Beaux-Arts di Digione e un video durante il quale scorreranno gli oggetti del tesoro mediceo e che mostrerà il complesso processo di produzione di tali opere. Il tutto immerso in una scenografia ricostruita sulla base delle documentazioni scritte dalla classe di scenografia dell'Accademia di Belle Arti, affinchè l'allestimento potesse risultare assolutamente veritiero e evocativo di quell'atmosfera di effimero sfarzo mediceo.

Una mostra che dà forma e immagine, per la prima volta, ad un episodio storico epocale di cui si ha solo una dettagliata descrizione ma che si apre tuttavia ad un'osservazione sociologica ed estetica, culturale ed economica, oltre che puramente artistica; attraverso una ricostruzione che vuole restituire e richiamare lo stesso stupore che provarono i partecipanti al banchetto nuziale, in cui la tradizione e l'artigianato sono accompagnati dalle tecnologie contemporanee e video tridimensionali, rievocando un evento passato ma trasferendolo ad oggi. Esposizione che quindi inserisce Firenze nella linea d'indirizzo dell'Expo di quest'anno sulla Nutrizione come Energia di Vita  sia come tematica che come fantasia e novità progettuale.

Per maggiori informazioni: www.polomuseale.firenze.it

di Alice Santaniello