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giovedì 21 novembre 2019

''Inni e stornelli al tempo di Firenze Capitale'', Paola Luciani e Marion d’Amburgo allo Spazio A

18-03-2015

Mercoledì 18 marzo, allo Spazio A di lungarno Benvenuto Cellini 13a, si tiene il nuovo appuntamento del ciclo Firenze 1865 – 2015. Una nuova capitale fra cultura, costume, architettura, organizzato da Forma Edizioni per celebrare il 150° anniversario dell’anno in cui la nostra città è diventata capitale dell’allora giovanissimo Regno d’Italia. Gli incontri, curati da Riccardo Bruscagli e Laura Andreini, ospiteranno con cadenza mensile, fino al 2 dicembre 2015, studiosi dei settori più vari per esplorare questo evento della nostra storia nazionale sotto punti di vista diversi, in modo da ricostruire l’impatto, per molti versi traumatico, che la promozione a capitale provocò nel sonnolento capoluogo toscano. Gli appuntamenti hanno il patrocinio di “Firenze Capitale 1865 – 2015” e si tengono alle ore 17.30.

L’incontro del 18 marzo è con Paola Luciani e si intitolerà “Versi per la Patria. Inni e stornelli al tempo di Firenze Capitale”. Dopo che il ciclo di incontri ha focalizzato l’attenzione sull’architettura e sull’arte, Paola Luciani, già professore associato di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, si soffermerà sulla produzione poetico-patriottica dei primi anni del Regno d’Italia. C’è stato un inno che ha accompagnato l’ingresso dei Savoia in città? E quali versi hanno raccontato la breve storia di Firenze capitale? L’incontro di mercoledì ci condurrà in un percorso che, dall’innografia di Mameli arriva sino agli stornelli patriottici di Francesco Dall’Ongaro, passando per un poeta fiorentino minore, Carlo Alberto Bosi, autore però di un brano assai celebre nel nostro Risorgimento, “Addio mia bella addio”. Si tratta di testi di grande ambizione letteraria, ma anche di tradizione più umile, inni o stornelli appunto, ai quali verrà data voce in sala dall’attrice Marion d’Amburgo, storica fondatrice dei Magazzini Criminali.

Paola Luciani è stata professore associato di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. Si è occupata in particolare della letteratura italiana del XVIII e XIX secolo, con speciale riguardo all’epistolografia, l’autobiografia e il teatro, alternando prove filologiche (edizioni goldoniane, specie del Goldoni ‘francese’) a indagini di carattere ideologico e storico-critico, con lavori , fra gli altri, su Di Breme, Alfieri, e la poesia romantica dell’Ottocento. Ha coltivato anche interessi iconologici e iconografici, come nella ricostruzione e nello studio della decorazione celebrativa di Palazzo Alfieri sul Lungarno.

Marion d’Amburgo, insieme a Sandro Lombardi e Federico Tiezze, è stata fondatrice, negli anni ’70, dei Magazzini Criminali, ora Magazzini. Personalità eclettica, icona della neo-avanguardia teatrale italiana, il suo nome è legato alla bravura d’interprete e alla vocalità potente e inconfondibile. Ha collaborato con artisti quali Alighiero Boetti, Mario Schifano, Rainer Werner Fassbinder, Alessandro Mendini, Azio Corghi, Jonn Hassel, Giancarlo Cardini, Roberto Fabriciani. Principale interprete degli spettacoli storici della compagnia i Magazzini Criminali, come Crollo Nervoso (1980), Genet a Tangeri (1984) e Ritratto dell’attore da giovane (1985), si è impegnata anche nella valorizzazione della drammaturgia contemporanea lavorando su autori come Samuel Beckett, Heiner Muller, Bertold Brecht, Franco Scaldati, Thomas Bernhard.