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lunedì 18 novembre 2019

Castiglioncello: Da Courbet a Fattori. I principi del vero

12-09-2005
Prosegue fino al 1 novembre la mostra “Da Courbet a Fattori. I principi del vero” ospitata al Castello Pasquini di Castiglioncello. Quella che si presenta come la quinta ed ultima esposizione di un ciclo dedicato alla riscoperta dei pittori e delle tematiche riguardanti la “scuola della macchia” è una raccolta antologica che attraverso settanta opere mostra i legami dei Macchiaioli con le contemporanee ricerche del Realismo.
Sono presentate infatti per la prima volta in Toscana diverse opere di Gustave Courbet dove traspare l’amore per la natura e una sincerità descrittiva nella resa del mondo circostante che ben si adattano al percorso artistico di figure come Lega, Fattori, Signorini.
Dagli arditi scorci prospettici di Telemaco Signorini in “L’alzaia” dove un gruppo di uomini trascina contro corrente, lungo l’Arno un’imbarcazione, alla naturalezza de “La portatrice” di Zandomeneghi, ritrovata in seguito alla mostra di Castiglioncello dello scorso anno, si passa attraverso effetti di luce ed ombra di una terrazza toscana - “Conversazione in terrazza” di Borrani -  o del carro rosso abbandonato in mezzo alla campagna - “Carro e bovi nella Maremma toscana” di Abbati - alle ultime straordinarie prove dei principali esponenti della corrente.
Possono essere ammirate quindi la tipizzazione dei volti di Settignano e di Riomaggiore da parte di Signorini con “Sulle colline a Settignano”, “Bambini colti nel sonno”, "Tetti a Riomaggiore”, la produzione di Silvestro Lega negli anni in cui è al Gabbro, dedicata alle donne del luogo, le Gabbrigiane: “La scellerata”, “Gabbrigiana in piedi”; e la decisa individualità di Giovanni Fattori nei suoi grandi scenari maremmani come “La marcatura dei cavalli in Maremma”, “Butteri e mandrie in Maremma”.

di Andrea Palanti