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giovedì 21 novembre 2019

Fuoco: la vita delle stelle in musica a ''Suoni riflessi''

31-10-2015

La mattina di domenica 1 novembre la Sala Vanni di Firenze ospita il viaggio musicale nei misteri dell'evoluzione stellare, con la guida astronomica di Sandro Fossi a illustrare rare immagini del cosmo, attraverso brani di Varèse, Lieberman, Scarlatti, Boulez, Chopin e Bach. Le fasi evolutive e alcuni straordinari fenomeni della vita delle stelle immaginati attraverso le musiche di importanti compositori del passato recente e lontano: Edgard Varèse per lo “spazio freddo” iniziale, Lowell Lieberman per la “condensazione”, Domenico Scarlatti per la “fusione”, e poi Pierre Boulez per la “stella massiccia”, Fryderyk Chopin per la “supernova” e Bach per “la morte e la rinascita”. Protagonisti di questa «ipotesi musicale», il flauto e il pianoforte, due strumenti capaci di astrarci dal quotidiano grazie al loro «suono indefinito e capace di infiniti cambi e suggerimenti sonori».

E’ l’inedito viaggio in musica, accompagnato da spettacolari immagini del cosmo illustrate da Sandro Fossi, che si potrà intraprendere domenica mattina 1 novembre, alle 11 in Sala Vanni a Firenze, durante il concerto “Fuoco – Stelle: nascita, vita e morte”, secondo appuntamento del festival musicale cult fiorentino Suoni riflessi, dedicato quest’anno ai “Quattro elementi”: l’aria, il fuoco, la terra e l’acqua. Con il fuoco interpretato dal direttore artistico del festival, il flautista e direttore d’orchestra Mario Ancillotti, come emblema del dinamismo che genera trasformazioni e quindi rappresentato dalle stelle e la loro affascinante evoluzione.

Gli esecutori saranno, insieme ad Ancillotti, il pianista Matteo Fossi e il duo Chiara Pavan al flauto - Eugenia Canale al piano, duo formatosi nel 2009 e impegnato nell’esplorazione di composizioni complesse e trascurate del repertorio flauto-pianoforte. Musicisti che si potranno incontrare e vedere all’opera anche sabato 31 ottobre, alle 18, sempre in sala Vanni, durante la seconda prova aperta con discussione di ‘Svelare la musica’ (ingresso gratuito), nella quale si analizzeranno ed esemplificheranno le caratteristiche delle composizioni di Pierre Boulez ed Edgard Varèse che saranno eseguite il giorno dopo.

Il programma si aprirà con Density 21.5 di Edgard Varèse (Parigi 1883 – New York 1965), composizione che inaugura nel 1936 lo studio sulla materia sonora attraverso una ossatura musicale costituita da un cromatismo ascendente e dal dilatarsi degli intervalli e che ci introdurrà nella dimensione dello “spazio freddo”. “La condensazione” stellare sarà rappresentata invece dalla Sonata per flauto e pianoforte del 1987 di Lowell Liebermann (New York 1961), «minacciosa e impressionante» commenta Ancillotti. Alla lucidità di Domenico Scarlatti (Napoli 1685 – Madrid 1757) nelle due sonate K 342 in la maggiore e K 104 in sol maggiore e a quella novecentesca altrettanto acuta di Pierre Boulez (Montbrison 1925) con la sua Sonatina per flauto e pianoforte del 1946 sarà affidata la descrizione del movimento delle particelle che accompagna rispettivamente la “fusione” e la comparsa della “stella massiccia”. Poi a dare espressione all’esplosione della “supernova” sarà il «dilagante» Studio op. 25 n° 12 di Fryderyk Chopin (Żelazowa Wola 1810 – Parigi 1849), «formato da sole semicrome che si rincorrono in arpeggi che coprono tutto lo spazio sonoro, così come la Supernova coprirà e includerà in se stessa tutto ciò che la circonda». Infine, la morte della stella e il ricomporsi della materia in altra forma saranno evocate dal Preludio e fuga in re diesis minore / mi bemolle minore BWV 853 di Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685 – Lipsia 1750), per Ancillotti «il più bello e solenne mai scritto».

Per ulteriori informazioni: www.suoniriflessi.it