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martedì 19 novembre 2019

L'Etra Studio riapre con la mostra ''Lorenzo Bonechi, il colore della luce''

17-12-2015
"Lorenzo Bonechi, il colore della luce", questo il titolo della mostra gratuita con cui, giovedì 17 dicembre, alle ore 18.00, riapre al grande pubblico l'Etra Studio Marcello Tommasi. Le splendide sale della galleria nel centro storico di Firenze, ospiteranno fino al 17 gennaio, ben 22 opere nate dal frutto del celebre artista contemporaneo, Lorenzo Bonechi. Il percorso, nato grazie alla collaborazione con l'Archivio Lorenzo Bonechi di Castelfranco di Sopra, ripercorre attraverso tempere, disegni, sculture in bronzo e litografie tutte le tappe evolutive del suo stile a partire da primordi, quando il tratto era più agitato, fino alla dolcezza raggiunta con la maturità. ''Lorenzo Bonechi cerca l'essenza dell'arte. Tutta la sua pittura è estranea al reale una pittura spirituale.la sua pittura presuppone un tempo immobile. Ciò che di lui ci resta, i suoi incanti pittorici, sono produzione di uno spirito gentile'' queste le parole che il critico Vittorio Sgarbi ha dedicato alla nuova mostra fiorentina.
La prima cosa che possiamo notare è che nel suo estro sembrano convivere due anime, la prima legata ai linguaggi dell'arte bizzantina e della pittura Toscana del '300, l'altra che al contrario cerca di prendere le distanze dalla 'classicità' per puntarare dritta verso innovazione e contemporaneità.
La sua mano calca e plasma i diversi materiali, passando senza fatica dalla tela alla scultura, dalla passione sfrenata alla tranquillità, per rendere protagonista la razionalità che viene quì riproposta attraverso la sovrapposizione di figure geometriche che, con estrema precisione, si sovrappongono le une sulle altre per mostrare al pubblico la bellezza della natura e di quegli scorci suggestivi che hanno reso celebre il paesaggio toscano, sua Terra natale, in tutto il Mondo. L'universo che Bonechi va a ideare appare dunque fortemente asettico, privo di sentimenti o espressioni di piacere; un luogo dove la mente in completa estasi si svuota e si concede del tempo per riflettere sui problemi della vita quotidiana e su Dio. Questo curioso Mondo è abitato, tela dopo tela, da personaggi dalle sembianze umane e molto alte, questa deformazione fa' percepire la loro necessità di mettersi in contatto con l'eterno e la voglia di capire cosa esiste oltre la famosa volta celeste. La religiosità proprosta dall'artista tuttavia contrasta di fatto con quello che ad oggi la società intende con il termine 'culto'; quegli uomini non venerano un Dio in particolare, semplicemente meditano per porre al centro dell'universo, l'uomo e la razionalità; quindi di fatto Bonechi recupera un concetto illuminista e lo ripropone alla contemporaneità con un linguaggio completamente nuovo. Ed in questa rinnovata geografia, il tempo si ferma in 22 fermi immagine per far assaporare la sua essenza in un Mondo che ormai è dominato dalla frenesia, l'invito dunque è chiaro: per godere veramente delle gioie della vita occorre assaporarla lentamente ed abbandonare i ritmi della vita frenetica per ritagliarsi il tempo per stare con se stessi. La mostra è dunque un gioco compositivo carico di simbolismo, in cui i personaggi si cedono la parola non per trasmettere il 'suono' delle loro voci, quanto per lanciare messaggi di importanza collettiva che si animano attraverso giochi di bianco e nero, colori, luci ed ombre che si alternano per lasciare il passo alla magia di colori accesi.
L'atelier in via della Pergola, laboratorio dove hanno mosso i primi passi Benvenuto Cellini e Marcello Tommasi, riapre al pubblico grazie alla volontà di Francesca Sacchi Tommasi, per donare alla Città un nuovo luogo dove ammirare l'eccellenza fiorentina. E per farlo decide di puntare i riflettori sull'estro di Lorenzo Bonechi; l'artista scomparso nel 1994, nasce a Figline Valdarno, dove forma la sua creatività e inizia a studiare dal vivo la pittura del Trecento e Quattrocento toscano. Il suo esordio si ha con alcune mostre collettive nel 1982 e poi vola oltre oceano per conquistare l'Hirshhorn Museum di Washington, la Tate Gallery di Londra ed il National Museum of Modern Art di Tokyo. Nel 1985 la sua prima personale alla Galleria Carini di Firenze e nel frattempo continua a portare avanti la passione per due linguaggi: la pittura e la scultura con bozze e disegni preparatori che lo accompagneranno fino alla fine dei suoi giorni.

Per informazioni: www.etraeventsfirenze.it 

Martina Viviani