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martedì 12 novembre 2019

''Carlo Portelli. Pittore eccentrico'': la nuova mostra della Galleria dell'Accademia

22-12-2015
"Si chiude con la mostra dedicata a Carlo Portelli, il ciclo 'Un anno ad arte'. Il complesso e articolato progetto culturale che ha visto protagonisti molti dei musei fiorentini" con questa dichiarazione Angelo Tartuferi, direttore della mostra, inaugura "Carlo Portelli. Pittore eccentrico tra Rosso Fiorentino e Vasari" alla Galleria dell'Accademia. Si schiude il 22 dicembre, alle porte delle festività natalizie, nel celebre museo fiorentino, un nuovo percorso curato da Lia Brunori e Alessandro Cecchi per puntare i riflettori su un pittore poco noto al grande pubblico, ma ad oggi sempre più rivalutato dai critici di tutto il Mondo: Carlo Portelli.
L'artista, nato da una nobile famiglia nel contado fiorentino, a Loro Ciuffena, dopo il matrimonio, torna a Firenze, cambia il proprio cognome ed entra nella bottega di Ridolfo del Ghirlandaio e nella Compagnia di San Luca. E' quì che inizia a collaborare con i Medici e con Salviati con cui lavora in occasione delle nozze di Cosimo I ed Eleonora di Toledo.
"Un artista eccentrico- commentano i curatori durante la conferenza stampa, lunedì 21 dicembre- che non si può ricondurre ad un solo ambito. Possiamo infatti dire che si è guardato attorno a 360 gradi nonostante il suo primo amore fosse, Rosso Fiorentino. Il Museo ha deciso di dare la possibilità ai visitatori di conoscerlo e agli studiosi di riflettere su questa figura ancora poco nota".
Per raggiungere quest'obiettivo sono giunti all'Accademia ben 50 opere tra dipinti, disegni e documenti, provenienti da moltissimi istituti del territorio. Tutto nasce da l'Immacolata Concezione, la monumentale pala presente nella sua collezione e considerata oggi il fiore all'occhiello di Portelli, ma che allora ne decretò allo stesso tempo la fortuna e la crisi. Le nude forme di Eva, scandalizzarono l'opinione pubblica e in primis il fotografo Raffaello Borghini che le fece coprire con una pelliccia e solo recentemente quelle dolci linee sono tornate al loro originario splendore. Parte dunque dalla valorizzazione dell'esistente un percorso che si dirama per temi e attraverso testimonianze dirette ed indirete dei suoi contemporanei, guida il pubblico nella scoperta di Portelli, sia dal punto di vista umano che da quello pittorico, per
raccontare la storia artistica di un grande estro ed evidenziarne le peculiarità stilistiche. Oltrepassata la parte introduttiva, si giunge alla sala dedicata alle grandi committenze private con ritratti a mezzo busto e scene di vita religiosa ed infine a quella delle monumentali pale d'altare realizzate per le grandi Chiese fiorentine come Santa Croce e San Salvi; spetta proprio a quest'ultime l'onere di creare collegamenti utili a ricostruire tutta la sua ascesa.
Lo stile compositivo di Carlo Portelli non appare lineare; le sue creazioni infatti, vittime della sua vena invettiva si plasmano a seconda del momento e della finalità. La pittura realista che domina i ritratti di fatto contrasta con tutto quello che la circonda dove al contrario, troviamo vere e proprie folle di persone che si accalcano, le une sulle altre, in uno spazio ristretto e si allungano verso l'alto contorcendosi su se stesse. Proprio da questo tratto distintivo possiamo riconoscere l'influenza della corrente manieristica, guidata da Pontormo e Rosso Fiorentino, capace di dar vita a scorci spettacolari. I contorni si fanno sempre più leggeri e la regolarità delle forme, tipica dell'arte rinascimentale, s'infrange su colori brillanti e violenti; ed in questo spazio virtuale, sulla tavola anche le proporzioni del corpo umano vengono
meno e le gambe, il busto e la testa si muovono per dar vita ad un'affascinante e sensuale melodia.
Un bel sogno che resterà in mostra alla Galleria Dell'Accademia fino al 30 Aprile 2016.

Per info: www.unannoadarte.it 

Martina Viviani