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giovedì 14 novembre 2019

Parte San Salvi

28-02-2007
In una fredda serata del mese di marzo del 1997, nel padiglione B del manicomio di San Salvi (che ancora ospita i “matti” artisti della Tinaia) i Chille de la balanza presentano “Il viaggio – Artaud Van Gogh”, liberamente tratto da Van Gogh, il suicidato della società di Antonin Artaud. Quel viaggio continua ancora; e proprio in questi giornii Chille presentano la loro decima stagione teatrale sansalvina. Primo special-event del mese di marzo "Corpo glorioso, il mito di Yama e Yami nei Veda" (venerdì 16 e sabato 17 marzo ore 21.30): in scena Stefano Antonelli, Valentina Bechi, Ivana Caffaratti, Carlo Meini e Benno Steinegger, con la scrittura scenica di Claudio Ascoli. L’interpretazione degli inni vedici ha affascinato molti uomini di teatro: da Antonin Artaud per le Upanisad a Peter Brook per il Mahabharata; Claudio Ascoli, che da anni lavora su di essi, ha scelto per un primo studio aperto al pubblico “Il mito di Yamì e Yama”. Il mese di marzo è però principalmente dedicato a colui che, per i Chille, è l’autentico Genio fiorentino del XX secolo. Parliamo del poeta Dino Campana presente a San Salvi sia in una nuova versione dell’omaggio di Claudio Ascoli (in scena giovedì 1 e venerdì 2 marzo ore 21,30) che nella grande festa per il 21 marzo, Giornata Mondiale della poesia, realizzata in collaborazione con il Quartiere 2 del Comune di Firenze. Lo spettacolo “Dino Campana. Vieni a vedermi, ti prego, tuo Dino” è all’interno del percorso di ricerca della compagnia nel segno del “Rifiuto”, inteso come ultima possibilità di realizzare e vivere l’incontro con l’Altro, visto come compagno di vita o di lavoro, o naturalmente come possibile spettatore.