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giovedì 21 novembre 2019

La mi' nonna in minigonna

14-01-2004
In un albergo di bassa leva due improvvisati anziani, i sempre e comunque bravissimi Giovanna Brilli e Sergio Forconi, gestiscono i pochi e sconquassati clienti che si trovano a passare da quelle parti."La mi' nonna in minigonna", da ridere fin dal titolo in verace vernacolo di San Frediano, andato in scena al Teatro Arci Lippi di via Fanfani, è un tuffo nell'antico teatro nostrano, gloria e nostalgia che, assieme ad altre importanti strutture come ad esempio il Cestello, riesce ancora ad attirare pubblico ed applausi con storie semplici, ordinarie, dal sapore antico. Tra il cameriere che ama la nipote dei padroni, l'affitto da pagare, i finti omosessuali, le segretarie con ambizioni da matrimonio altolocato i tre atti scivolano via, perdendosi nel finale, ormai non più una sorpresa. Stavolta Raul Belgherini, anche regista della sempreverde Compagnia Il Grillo, è il travestito-cameriera. Le gags si sprecano, gli equivoci abbondano ed il numeroso pubblico in platea ricambia Forconi e soci con ovazioni da stadio tra le lacrime di risa. Purtroppo i facili doppi sensi e l'ossessività degli argomenti proposti, i matrimoni combinati e l'omosessualità macchiettistica trattata ancora oggi, quasi 2004, come malattia, fanno scadere il prodotto finale che, fa si ridere, ma stavolta a denti stretti. Questi spettacoli teatrali dovrebbero, a parer mio, essere il traino e la memoria degli spaccati di vita degli anni dal dopoguerra al grande boom degli anni '80, essere l'ancora per il ricordo e non una retrospettiva revisionista, rancorosa, rigida e retrograda su ciò che eravamo, nostalgica fotografia di un mondo, per fortuna, andato, dove le giovani sposavano il ragazzo scelto dai nonni, era l'Italia non l'Afghanistan, e dove essere gay poteva significare clausura, privazioni ed emarginazione.