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domenica 17 novembre 2019

Quando la recitazione aiuta la scrittura teatrale

14-05-2009
Si tiene dal 22 al 26 maggio all'Ospitale delle Rifiorenze (piazza Piattellina 1) il laboratorio "L'uovo e la gallina" sul rapporto tra scrittura teatrale e recitazione. È opinione comune che un attore sia un attore e un drammaturgo sia un drammaturgo. Questo non è sempre vero. Se esiste qualcosa che aiuta la recitazione, questa è senza dubbio la drammaturgia. È altrettanto vero, però, che la recitazione è una fonte di drammaturgia spesso sorprendente. Questo laboratorio, tenuto da Letizia Russo, drammaturga, e Daniele Bartolini, regista e attore, ha per obiettivo proprio esplorare le possibilità drammaturgiche degli attori, perché scrittura e recitazioni si alimentino vicendevolmente. L'attore non è solo corpo, ma anche possibile fonte di parole. Il drammaturgo non è solo uno scalpello di verbi e complementi, ma anche un attore silenzioso, che parla al pubblico mentre il pubblico non lo sa. Attraverso improvvisazioni di recitazione e di scrittura, studio dei personaggi, costruzione improvvisata di drammaturgia, si cercheràdi mettere piede in un territorio poco frequentato: la possibilità che l'attore generi testo senza la necessità di usare una penna. Che generi storie non attraverso l'atto razionale di strutturarle, ma attraverso il qui e ora, la trasfigurazione in altro corpo. Perché come è impossibile stabilire se sia nato prima l'uovo o la gallina, così non è possibile accertare da chi, o da cosa, nascano le storie. Quello che sappiamo è che è imprescindibile possedere una voce. Quella silenziosa dell'atto solitario di chi scrive, o quella “medianica” di chi calca la scena.