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sabato 06 giugno 2020

''Astronomia Egizia'' di Massimiliano Franci

29-04-2010
Giovedì 29 aprile 2010 alle ore 17.30 presso la Libreria Martelli di Firenze si svolgerà la presentazione del libro "Astronomia Egizia" di Massimiliano Franci. La passione per la terra d’Egitto è molto antica e si può far risalire già all’epoca greca e romana. Per i Greci la valle del Nilo rappresentava la culla del sapere e della scienza allora conosciuta; per i Romani invece l’Egitto rappresentò piuttosto la patria della magia e dei cosiddetti “misteri egiziani”. Nell’ambito di queste conoscenze, anche la scienza astronomica degli Egizi affascinò e sollecitò l’immaginazione di molti antichi studiosi, influenzando le interpretazioni dei fenomeni naturali, anche se talvolta questi studi furono indirizzati verso l’esoterismo piuttosto che verso la scienza vera e propria. È infatti opinione comune che nel campo dell’astronomia gli Egiziani non raggiungessero notevoli conoscenze, se non dopo l’incontro con l’astronomia mesopotamica e ellenistica. Le conoscenze astronomiche egiziane furono quindi fonte di riferimento per “studiosi alternativi”, come gli alchimisti medievali, e contribuirono a formare quella passione per l’antico Egitto, chiamata “egittomania”, che, ripreso vigore nel XV secolo, si sviluppò in particolare nel corso del XVIII secolo, fino ad arrivare al suo culmine alla fine del settecento, quando l’antica sapienza misteriosa fu ispiratrice del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart. Solo con la decifrazione dei geroglifici da parte di Jean François Champollion i vari aspetti della civiltà faraonica, compresa l’astronomia, furono affrontati con un nuovo spirito scientifico. Nell’antico Egitto spesso non era possibile distinguere tra un medico e un mago, tra un astronomo e un astrologo: tutti erano sacerdoti dediti alla pratica della religione, allo studio dei miti, del cielo e dell’influenza che tutto questo poteva avere sulla natura e sull’uomo. È dunque molto difficile nei documenti di vario tipo che ci sono pervenuti dalla terra del Nilo, riconoscere e distinguere ciò che per gli Egiziani era scienza e ciò che rimaneva esclusivamente nella sfera religiosa; sicuramente l’osservazione del cielo e le conoscenze astronomiche dei sacerdoti egizi contribuirono alla formazione dei miti e delle credenze, in una commistione di religione e scienza, non facile da individuare. È proprio questo ciò che Massimiliano Franci vuole comunicare in questo volume: presenta infatti ciò che conoscevano gli Egiziani dal punto di vista astronomico, basandosi sui documenti che ci sono arrivati da quell’antica civiltà e sulle immagini che compaiono sulle pareti delle tombe e degli antichi templi egizi, spesso di interpretazione molto difficile. Soprattutto cerca di spiegare come venivano interpretati i fenomeni naturali ai quali l’uomo assisteva e come queste conoscenze venivano applicate alla vita quotidiana e alle credenze religiose. Il risultato è un volume dedicato a tutti coloro che, anche non specialisti del settore, sia astronomico che egittologico, vogliono capire le misteriose e complicate immagini che si presentano al visitatore della valle del Nilo, nonché il pensiero degli antichi Egiziani a proposito di numerosi aspetti della loro vita quotidiana, che queste immagini riflettono e nelle quali si nascondono. E per questo il glossario e gli indici finali sono un grandissimo aiuto. Massimiliano Franci dunque in questo volume affronta e presenta con chiarezza e ricchezza di documentazione i due aspetti dell’astronomia egiziana: “il materiale”, ovvero la descrizione dell’universo e l’utilizzazione delle osservazioni per la misurazione del tempo, e “l’immaginario”, dall’uso delle premonizioni e previsioni per il futuro, alle teorie più svariate sulla nascita del mondo. Per informazioni: www.libreriamartelli.it