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lunedì 11 novembre 2019

Murate: XIV edizione del Festival ''Costante cambiamento''

23-09-2010
Dal 17 al 26 settembre ci sarà la XIV edizione del Festival "Costante cambiamento- Libertà Mediate", presso l’ex carcere delle Murate, in via Ghibellina. Tra le novità di questa edizione vanno ricordate la censura nei media vista attraverso l’arte dei performers Deborah Lary e Omar Rajeh; e il forum internazionale sulla libertà di stampa “Libertà mediate” con Samir Kassir, i bloggers libanesi in collegamento web, e ancora video, mostre, installazioni. Il festival internazionale di danza e cultura contemporanea indaga tra le maglie dell’informazione ai tempi del web, per ragionare sullo stato attuale dei meccanismi di comunicazione di massa in zone del mondo mostrate di rado dai media, e grazie alle quali si potranno sviluppare nuovi interrogativi anche sugli scenari dell’informazione in Occidente. Costante Cambiamento lo farà come sempre attraverso stimoli d’arte, incontri, testimonianze, performance e video, per aprire finestre dalle quali saranno le persone a potersi affacciare per scoprire con i propri occhi altre realtà. Due, in particolare, i focus di quest’anno, su zone del mondo particolarmente complesse come il Libano e la Siria. Organizzato dall’associazione Omfrhida e diretto da Teresa Zurzolo, il festival aprirà con "Trace", performance della danzatrice Deborah Lary in cui l’artista farà emergere attraverso l’arte del gesto contemporaneo alcune suggestioni sul rapporto tra il corpo e la tecnologia che lo circonda.
Si proseguirà il 19 e il 20 settembre con la video installazione Behind Words - All Art Now, progetto elaborato da dieci artisti siriani, mentre il 23 settembre, alle 17.30, si svolgerà presso lo spazio Suc (Piazza delle Murate, Sala Vetri) l’atteso forum internazionale sulla libertà di stampa "Libertà mediate", con il giornalista libanese Saad Kiwan (direttore della Fondazione Samir Kassir), Stefano Marcelli (giornalista Rai e presidente di ISF - Information Safety and Freedom) e, in collegamento web, tre fra i più importanti bloggers libanesi: Hani Naim, Salim Al-lawzi e Assaad Thebian. A seguire,dalle ore 21.00, lo spazio sarà tutto dedicato ad alcuni interessanti video reportages della trasmissione Mediterraneo, La stampa nel mirino e Primavera appassita di Stefano Marcelli, e Faces applaudine alone, viaggio inedito di Ahmad Ghossein nella Beirut ridotta in macerie dall’invasione israeliana del 1982.
Chiuderà il festival, il 25 ed il 26 settembre, Omar Rajeh con una performance intitolata "Can you hear me?" in cui l’artista libanese aprirà nuovi interrogativi sul rapporto tra il corpo, la censura, l’identità, la cultura e la politica.
Info: www.costantecambiamento.it