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sabato 14 dicembre 2019

''Una corsa dietro al vento'' al Teatro Puccini di Firenze

05-11-2010
Da mercoledì 3 a venerdì 5 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro Puccini di Firenze sarà in scena lo spettacolo "Una corsa dietro al vento (prima e dopo Piazza Fontana)" testo e regia Riccardo Sottili, drammaturgia originale a partire da: "Il male dentro di noi" di Dino Buzzati, "Scritti corsari" di Pier Paolo Pasolini e "Nero su nero" di Leonardo Sciascia. "Una corsa dietro al vento" rielabora in chiave grottesca il mito classico della discesa agli Inferi. E’ laggiù che sconta la sua pena il Generale (la “belva”, il “mostro”) da quando ha lasciato il mondo dei vivi portandosi via la “propria verità”, mai rivelata a nessuno. Ed è appunto laggiù che metaforicamente discende il pubblico per apprendere una verità dura, scomoda, nient’affatto condivisibile perché dichiaratamente di parte (fascista). Nondimeno si tratta di una “verità” necessaria (come ampiamente dimostrato dagli Atti della Commissione Parlamentare sulle Stragi), perché conoscerla significa comprendere quel contesto politico nazionale e internazionale che negli anni ’50, ‘60 e ’70 ha fatto sì che in Italia si continuasse a combattere una continua e strisciante guerra civile. La prima parte dello spettacolo è una visita guidata ad una galleria privata di ritratti. Tutti amici del Generale: Presidenti della Repubblica, politici, generali, terroristi vari, massoni, ex-partigiani, insomma, un divertito e divertente campionario della politica italiana, condotto e commentato dai due improbabili maggiordomi-carcerieri. Nella seconda parte si accede in un ambiente che ricorda la stanza di una vecchia Questura degli anni ’60. Qui, seduto dinanzi ad un grande schermo che rimanda immagini dei telegiornali dell’epoca, il Generale riceve “gli ultimi irriducibili della verità” (il pubblico). Qui si assiste al contrappasso del “mostro”, alla sua ottusa difesa del proprio operato, alla sua rabbiosa invettiva contro la classe politica: “Finché abbiamo fatto comodo, eravamo il corpo sano del paese… poi siamo diventati gli eversori, i golpisti…scaricabili… noi… E chi stava al governo? No, chi stava al governo ha salvato il paese… dagli estremismi opposti. Ipocriti!”. Per informazioni: www.teatropuccini.it