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giovedì 21 novembre 2019

''Dalle icone a Malevich. Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo''

08-02-2011
Da martedì 8 febbraio fino al 30 aprile 2011 presso la Galleria d'arte moderna "Andito degli Angiolini" di Palazzo Pitti a Firenze sarà aperta la mostra "Dalle icone a Malevich. Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo". La mostra è promossa dal Ministero della Cultura della Federazione Russa con il Museo Russo di San Pietroburgo e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, ed è stata realizzata con il contributo dello sponsor unico Morgan Stanley. L’Andito degli Angiolini ospiterà una selezione di 40 dipinti provenienti dal prestigioso Museo Russo, un numero dimensionato agli spazi non vasti ma seducenti di questi ambienti lorenesi, e scelto in modo da offrire un affascinante florilegio del percorso dell’arte russa dall’epoca delle icone fino alle avanguardie del primo Novecento. Dalla collezione di icone, imponente per numero, è stato intenzionalmente selezionato un unico pezzo, il Cristo Pantocrator in trono fra le potenze (sec. XVI): dato che le icone sono forse l’espressione artistica dell’ arte russa più nota in Europa, si è inteso dedicare maggior spazio all’arte del XVIII e XIX secolo. Fu il Settecento infatti l’epoca in cui l’arte russa inaugurò e maturò uno stile “moderno”. Al riguardo la mostra include due dipinti dell’inizio del Settecento, nei quali si evidenzia il graduale distacco dalla tradizione pittorica delle icone e l’apertura alla tipologia figurativa europea: Ivan Nikitin, Ritratto di un atamano e Roman Nikitin, Ritratto della baronessa M. Stroganova. Altre opere in mostra, del Settecento e della prima metà dell’Ottocento, di artisti diversi come Orest Kiprenskij, Karl Brjullov, Silvestr Shchedrin, Fedor Alekseev testimoniano non solo come i pittori russi avessero fatto propria l’arte dei vicini maestri europei, ma anche come fossero in grado di esprimere un proprio stile personale. Nella prima metà dell’Ottocento molti artisti russi si recarono in Italia trattenendo visi per lunghi periodi al fine di perfezionarsi nell’arte, e alcuni di loro eseguirono anche diverse opere su commissione italiana (ricordiamo Orest Kiprenskij, Bambini napoletani eseguito per il re di Napoli, oggi a Palazzo Reale). Questa mostra è occasione per far conoscere al pubblico internazionale che visita i musei fiorentini un’infinitesima parte dei tesori del Museo Russo di San Pietroburgo, che possiede la più ampia collezione al mondo di arte russa: oltre 400.000 opere, dalle icone alle creazioni degli artisti contemporanei. Istituito nel 1895 con decreto dello zar Nicola II, il Museo Russo dell’imperatore Alessandro III, così denominato fino al 1917 in onore del padre per volere dello stesso Nicola II, divenne la prima raccolta statale di arte nazionale in Russia. Le sue collezioni comprendono non solo icone e dipinti dal XVIII al XXI secolo, ma anche eccellenti espressioni della scultura, della grafica, delle arti decorative e delle arti popolari in Russia. Il Museo Russo possiede la più vasta collezione di opere di esponenti dell’avanguardia russa. La raccolta include infatti ben 101 tele di Malevich, oltre 30 disegni, 2 architekton e alcune opere in porcellana. Unica, e quasi tutta donata al Museo Russo dalla sorella dell’artista, la collezione di Pavel Filonov. Sono anche presenti opere di Kandinskij, Tatlin, Rodchenko, Popova, Goncharova, Larionov e altri maestri dell’avanguardia russa.