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sabato 14 dicembre 2019

''Default'', progetto produttivo a tappe fra i teatri della rete 4D

20-12-2011

Inaugura martedì 20 dicembre con la prima serata "Default" al Teatro Studio di Scandicci il progetto "Sipario Aperto 2011" a cura della rete 4D Teatri. 4 teatri, 4 compagnie di produzione, 4 residenze artistiche per 4 mesi di studi, anteprime, nuove produzioni, incontri su temi e problematiche dell’Italia contemporanea. La rete ha al suo attivo tre anni di attività e alcune importanti iniziative come quelle proposte in occasione del ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino o del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Quattro teatri toscani (Teatro Manzoni di Calenzano, Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, Teatro Comunale di Antella e Teatro Studio di Scandicci), ben rappresentativi di un mondo profondamente ancorato alle ragioni dell’individualità, si sono associati in un progetto che ha suscitato l’interesse di un pubblico soprattutto giovane che si è mosso fra i 4 teatri e che si è moltiplicato in occasione di alcune iniziative dimostrando la viva attenzione presente nell’area metropolitana fiorentina verso l’innovazione teatrale.

Le quattro realtà sono affini per l'impegno portato avanti dai rispettivi direttori artistici nel tenere uniti i linguaggi dell'arte con i temi della società e della cultura contemporanea, per la specifica, originale attività di formazione che crea intorno alle sedi teatrali un humus favorevole alla produzione, fatto di giovani aspiranti attori, drammaturghi, registi, che partecipando a corsi e laboratori creano un bacino di forze nuove per i rispettivi teatri, mettono in relazione il teatro e gli artisti con il territorio e i 4 teatri fra loro.

Nella stagione 2011-2012 sarà mantenuto un filo conduttore tematico che sarà quello della crisi che oggi attraversa l’Europa e l’intero mondo capitalistico. Una crisi economica che appare sempre più devastante, che nel nostro paese prima è stata negata e poi minimizzata, fino a che non sono arrivati gli ultimatum dell’Unione Europea. Un default che ha già colpito duramente alcuni paesi come l’Irlanda e la Finlandia e soprattutto la Grecia, in cui alla crisi economica è seguita una rivolta sociale, in un clima da guerra civile.

Viviamo in una sorta di età barbarica, in cui si lasciano crollare i monumenti di valore e chiudere i teatri, si lasciano emigrare i giovani migliori, s’impoverisce la scuola e l’insegnamento e si cancella la ricerca, in cui esondano i fiumi e smottano i terreni per l’incuria e la mancanza di cultura ambientale. Una specie di guerra non dichiarata che ha le sue vittime, dai morti nelle inondazioni ai disoccupati a cui viene tolta dignità e reddito, alla disperazione dei giovani senza futuro. Il crollo della finanza non viene pagato dai finanzieri ma dalle classi più deboli, dai più giovani ai pensionati. E’ importante trovare delle risposte prima del disastro totale. E anche capire da dove siamo partiti per arrivare a questo disastro. Forse per troppo tempo abbiamo ignorato quello che stava accadendo in Europa, per esempio nella ex Jugoslavia e nei Balcani in generale. E che questo avrebbe avuto ricadute per tutti i cittadini europei nel tempo della globalizzazione. Anche il teatro può aiutare a trovare delle vie d’uscita.  Si possono reperire nella nostra storia o in quella di altri paesi, possono appartenere ad autori scomodi del secolo scorso, possono essere individuate nella ricerca di originali composizioni teatrali.

L’attività propedeutica alla produzione sarà ospitata nei 4 teatri con una promozione in video, una sorta di trailer che permetta al pubblico di seguire l'evolversi degli studi drammaturgici nel loro itinerario cittadino, da un teatro all'altro. Nel trailer gli autori, i registi o gli interpreti proporranno al pubblico il tema che affronterà il monologo di ognuna delle quattro strutture produttivo.

Per informazioni: www.teatrodelledonne.com