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lunedì 15 agosto 2022

Informadonna Firenze: incontro "Gender Atlas" sull'urbanistica di genere al Murate Art District

14-07-2022
Quali sono le modalità con cui la città risponde alle esigenze delle donne? E quali sono le esigenze che, nei diversi ambiti, emergono nel momento in cui ragioniamo su spazi pubblici a misura di donna? Sono queste le domande da cui siamo partite e partiti nella riflessione in occasione di "Gender Atlas", il workshop a cura di Sex & The City organizzato dagli assessorati all'Urbanistica e alle Pari Opportunità del Comune di Firenze assieme al Murate Art District.

Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro, partendo dall'esempio dell'analisi su Milano elaborata con Milan Gender Atlas, hanno condotto un confronto tra rappresentanti di associazioni parte della rete dell'Informadonna promossa dall'assessorato alle Pari Opportunità, esperte ed esperti di rigenerazione urbana, cittadine e cittadini e consigliere e consiglieri comunali e le assessore Cecilia Del Re (Urbanistica) e Benedetta Albanese (Pari opportunità).

La mappatura effettuata nell'ambito della ricerca Sex & The City, di cui l'Atlante è parte, ha come ambizione quella di raccontare le diverse sfaccettature che la città propone rispetto alla vita delle donne. Quali sono i servizi che rispondono alle loro esigenze, ad esempio? I servizi igienici effettivamente fruibili, i luoghi per l'allattamento sicuro ma anche la conformazione delle stazioni metro e degli altri mezzi pubblici, la presenza di aree gioco e la loro forma e collocazione, la presenza e la possibilità di usufruire di asili nido (e quindi la conciliazione di tempi di vita e tempi di lavoro) e la presenza di piazza aperte.

Altro elemento che influenza il modo in cui le donne vivono la città è, più che la sicurezza di per sé, la percezione che queste hanno di sicurezza. Molte donne la sera non escono per paura di ritrovarsi, da sole, in situazioni poco piacevoli e, se escono, si ritrovano, in media, a fare percorsi che sono lunghi il doppio di quelli che percorrono gli uomini pur di non trovarsi a sperimentare quella spiacevolissima sensazione di insicurezza e vulnerabilità. Nel momento in cui si riflette su una città a misura di donna, è fondamentale ascoltare le cittadine e capire come andare incontro a questa percezione.

Infine, perché in futuro le donne non siano più "costrette" a reclamare spazi pubblici veramente inclusivi che tengano conto anche delle loro esigenze, c'è bisogno di un cambio di paradigma culturale. E questo cambio passa anche dal momento in cui le donne vengono ricordate e valorizzate dalla società. Questo ci porta direttamente alla questione della toponomastica femminile e alla rilevanza, affatto marginale, che questa ha nel ripensare una società a misura di donna.

Trattare la mobilità, la gestione e l'accessibilità degli spazi pubblici ma anche la percezione della sicurezza (e quindi la libertà di movimento) e altri aspetti della vita urbana come "questioni di genere", tuttavia, non significa avallare lo stato delle cose: individuare le questioni su cui agire è solo il primo passo da fare per poi trovare soluzioni condivise ed inclusive. Questo perché la città delle donne, a cui guarda e aspira la ricerca portata avanti da Florencia Andreola e da Azzurra Muzzonigro, è una una città per tutte e tutti, che mira alla messa in discussione dei ruoli precostituiti e, soprattutto, ad un equa distribuzione fra i diversi generi dei carichi di lavoro che ancora oggi sono invece vincolati alle responsabilità riproduttive. Una città, in poche parole, che metta al centro la cura, a prescindere da chi se ne occupi.

L'appuntamento di giovedì 14 luglio al Murate Art District è stato un primo incontro a cui ne seguiranno altri tre: come ha spiegato l'assessora Del Re, negli scorsi mesi il Comune di Firenze ha avviato un percorso di partecipazione all'interno di Firenze Prossima che ha l'obiettivo di accompagnare la discussione in vista del nuovo Piano operativo. Questi workshop sono momenti di confronto e formazione preziosi, al fine di disegnare assieme una visione di città più inclusiva.

Una città più inclusiva, che sia attenta alle esigenze delle donne, anche secondo l'assessora Albanese, è l'obiettivo da raggiungere assieme alla cittadinanza e alle associazioni che lavorano sul tema delle Pari opportunità. La rete dell'Informadonna offre un contributo fondamentale, infatti, nel fornire una fotografia precisa delle esigenze che emergono in questo processo e nel dare una lettura di genere a quelle trasformazioni che investono lo spazio pubblico.