Home > Portale Donna > News ed Eventi > Reddito di Libertà per le donne vittime di violenza
venerdì 24 settembre 2021

Reddito di Libertà per le donne vittime di violenza

29-07-2021
Dal 20 luglio 2021 è in vigore il Reddito di Libertà per le donne vittime di violenza, al fine di sostenerle nella riacquisizione dell'autonomia personale: contenuto nel Dpcm del 17 dicembre 2020, prevede un contributo massimo di 400 euro al mese per un massimo di dodici mensilità destinato alle donne vittime di violenza, sole o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Il Reddito di libertà e riconosciuto alle donne che hanno subito violenza e si trovino in condizioni di particolare vulnerabilità o in condizione di povertà, al fine di favorirne l'indipendenza economica, la cui condizione di bisogno straordinaria o urgente è dichiarata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale.

La domanda viene presentata all'Inps sulla base del modello predisposto di un'autocertificazione dell'interessata, allegando la dichiarazione firmata dal rappresentante legale del Centro antiviolenza che ha preso in carico la stessa, che ne attesti il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso e la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, che ne attesti lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.

Il Reddito di libertà è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l'autonomia abitativa e la riacquisizione dell'autonomia personale, nonchè il percorso scolastico e formativo dei/delle figli/figlie minori ed è compatibile con altri strumenti di sostegno come il Reddito di Cittadinanza.

Il contributo è riconosciuto ed erogato da Inps previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna regione. Spetterà all'Inps anche la vigilanza sulla legittimità delle domande e sulle condizioni delle donne a cui verrà riconosciuto o revocato il trattamento.

(Fonte: Gazzetta Ufficiale)