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giovedì 03 dicembre 2020

Protocollo d'intesa presentato grazie al percorso partecipativo "Laboratorio San Lorenzo"

05-12-2019

È stato presentato e consegnato alle istituzioni questo pomeriggio a Palazzo Medici Riccardi il protocollo d'intesa per la rigenerazione del rione di San Lorenzo e dell'ex convento di Sant'Orsola: con la proposta di sottoscrizione di questo accordo si è concluso il percorso partecipativo “Laboratorio San Lorenzo”, scattato a marzo e promosso da Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura (capofila del progetto), Ordine degli Architetti di Firenze e coordinamento Santorsolaproject, un progetto co-finanziato dall’Autorità per la Partecipazione della Regione Toscana e svolto in collaborazione con il Comune e la Città Metropolitana di Firenze.

Gli obiettivi del progetto erano quelli di costruire una strategia di recupero e rigenerazione urbana per individuare usi e funzioni degli spazi pubblici del rione di San Lorenzo coerenti con le caratteristiche e le esigenze del tessuto urbano e sociale, sviluppare partecipazione e valorizzazione della memoria e dell’identità di un’importante porzione dell’area Unesco e riqualificare il complesso di Sant’Orsola come condizione iniziale e presupposto indispensabile per la rigenerazione sociale ed economica del rione, elaborando strategie per aprire fin da subito alcuni spazi al piano terra dell’ex convento per usi temporanei, secondo una “buona pratica” in uso in diverse città europee. Dopo il lancio avvenuto a marzo, il processo partecipativo ha coinvolto in questi mesi oltre duecento cittadini e più di venti associazioni. Ora la proposta di sottoscrizione del protocollo d’intesa, le cui parti firmatarie si impegnano a dar seguito agli esiti emersi dal confronto. Migliorare le connessioni e la fruibilità degli spazi pubblici nel rione di San Lorenzo, proposte per migliorare la vivibilità di piazza del Mercato Centrale e per Sant’Orsola aperta, permeabile e multifunzionale: sono questi i temi chiave individuati durante il processo partecipativo.

Per quanto riguarda il rione di San Lorenzo, la proposta è quella di liberare e aumentare lo spazio pubblico e migliorare la fruibilità pedonale, oltre a elaborare politiche e strumenti per governare il turismo di massa. Tra le azioni individuate, quelle di migliorare la fruibilità pedonale di via Nazionale con la riduzione del numero di parcheggi e dehors e un ridisegno della sede stradale che preveda un allargamento della superficie a disposizione dei pedoni; prevedere un collegamento pedo-ciclabile tra la Fortezza, la Stazione di Santa Maria Novella e il rione, individuando nuovi percorsi anche all’interno di aree oggi non a uso pubblico; rendere attraversabili i cortili di Sant’Orsola e Sant’Apollonia mediante soluzioni progettuali e forme di gestione che consentano un orario di apertura permanente; riqualificare via Panicale in modo da garantire una buona fruibilità pedonale; regolamentare il traffico veicolare in piazza San Lorenzo; riqualificare il mercato ambulante di San Lorenzo; promuovere, anche attraverso concorsi, la progettazione integrata di aree gioco per bambini nei contesti di piazza del Mercato Centrale, piazza Madonna degli Aldobrandini, piazza dell’Unità Italiana, piazza del Crocifisso e nel cortile di Sant’Apollonia, oltre a quella di bagni pubblici e moderni vespasiani; riservare quote per l’housing sociale negli interventi di recupero degli edifici dismessi del rione.

Altra richiesta è quella di riprogettare piazza del Mercato Centrale, con l'obiettivo di razionalizzare e ridurre gli spazi destinati alla circolazione dei veicoli e recuperare superficie pedonale; ridurre l’ingombro dei dehors e dei banchi ambulanti; razionalizzare e riposizionare l’isola ecologica; aumentare la superficie a verde pubblico e le alberature e arredare i nuovi spazi con sedute mobili; rifunzionalizzare la pensilina come spazio coperto destinato a ospitare banchi dedicati a particolari generi (come ad esempio libri o fiori).

Per quanto riguarda Sant'Orsola, l'obiettivo è quello di elaborare un progetto di recupero fortemente partecipato, da realizzare per stralci successivi, che ponga come prioritario il recupero del piano terra e la sua immediata utilizzazione, oltre a trasformare Sant’Orsola in un laboratorio di innovazione urbana, motore di rigenerazione del rione e dell’area Unesco, progetto pilota di livello nazionale, e valutare la possibilità di rinegoziare l’accordo stipulato tra Demanio, Regione Toscana, Città Metropolitana e Comune di Firenze, per prevedere nel complesso anche una quota di funzioni residenziali, quali housing sociale e alloggi per giovani coppie. Fra le azioni proposte ci sono quelle di aprire il piano terra rendendolo attraversabile da ogni lato a qualsiasi ora del giorno, senza barriere e in continuità con le strade (sul modello delle Murate); mantenere aperti al pubblico, durante tutte le fasi di cantiere, alcuni spazi al piano terra, allestendo un punto informativo sull’avanzamento dei lavori; fare di Sant’Orsola uno “spazio verde del rione”, con la destinazione e il mantenimento a verde (orizzontale e verticale) delle corti; utilizzare i tre piani interrati per attività sostenibili, originali e innovative, quali ad esempio bike economy, piscina, sale prova per musicisti, museo virtuale interattivo; utilizzare l’area degli scavi archeologici come spazio multifunzionale, con la possibilità di realizzare un suggestivo auditorium “sospeso”; rendere Sant’Orsola uno “spazio di e per tutti”, luogo della socialità, aperto e accogliente, inclusivo e intergenerazionale, dotato di servizi per la residenza quali ludoteca, centro anziani, consultorio, palestra, ambienti per lo studio e il co-working, laboratori artigianali.

Una volta firmato, il protocollo d'intesa durerà fino alla sottoscrizione di un “contratto di rione” che definisca un programma di interventi e progetti finalizzati alla realizzazione delle diverse azioni strategiche.

“L'auspicio è che questo percorso diventi un modello che le istituzioni possano utilizzare per aumentare la cultura della partecipazione, che funzioni da progetto pilota per la rigenerazione e il recupero di altre aree cittadine – spiega Marzia Magrini, consigliera dell'Ordine degli Architetti di Firenze – la formula utilizzata ha saputo unire l'approccio scientifico degli esperti con le richieste dei cittadini, dando vita a un modello da replicare per altri processi di partecipazione mirati alla riqualificazione di spazi cittadini e contenitori dismessi”.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/StOrsolaProject/