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domenica 16 maggio 2021

L'anniversario dell'alluvione di Firenze

02-11-2020
In Consiglio comunale è stato ricordato il 54° anniversario dell'alluvione di Firenze. Sono state mostrate le foto di Joeseph Blaustein, un signore ultra novantenne, un artista di fama internazionale che il 3 novembre 1966 giunse a Firenze, con la moglie Paula sotto una pioggia incensante, dopo aver visitato Roma e, con i suoi compagni di viaggio, essere stato ricevuto dal Papa, Paolo VI.

Il fotografo – ha ricordato il presidente del Consiglio comunale Luca Milanialloggiava in una pensione sul lungarno a due passi da Ponte Vecchio. Joe Blaustein ha scattato delle foto dalla finestra del quinto piano della pensione. Il giorno dopo, intorno alle 4 del mattino, Joe e la moglie si rendono conto che c’è qualcosa che non va... “L’alba era appena giunta. Il fiume stava diventando meschino, fangoso, turbolento, vizioso e viscoso con vorticosi vortici di grasso nero e in aumento. Poi è successo. Le pareti sono state sfondate... invadendo entrambe le rive con spaventosa ferocia ... l'acqua era un mostro a piede libero” raccontò. “Svegliati prima dell’alba, alla luce fioca, corsi alla finestra per verificare se il diluvio infuriava ancora. Il livello dell’acqua si era abbassato, lasciando un pasticcio glutinoso marrone. Sembra che l’acqua si sia placata, devo uscire a vedere...

Nel buio pre-alba, c’era solo silenzio. La luce era grigio triste, ancora piovigginoso, ma non una persona era fuori. Sono stato il primo... Le auto sono state capovolte a caso, ovunque, a testa in giù, lateralmente, l'una sopra l'altra, e la cosa più triste : giocattoli di bambini, vestiti, lavatrici, spazzatura tutto mezzo sepolto nel fango.... Le mie scarpe risucchiate ad ogni passo.... Poi mi ha colpito l’entità della tragedia. Mi trovai lì incredulo, e non sapendo cosa si potesse fare, mi resi conto di cosa poteva essere (ed è stato) distrutto... e da solo, alla luce fioca, la mia gola si stringeva, i miei occhi si ingrossavano, e non potevo fare altro che singhiozzare. Stavo lì come un idiota e piangevo. Questi tesori insostituibili. Questi bellissimi italiani”. Joe tornò alla pensione per prendere la sua macchina fotografica. Circa 40 anni dopo l’alluvione, e 20 anni dopo la morte di Paula, la scoperta di migliaia di diapositive nel seminterrato. Tra le innumerevoli scatole ce n’era una con un’etichetta, “Roma, Alluvione di Firenze, 1966”.

Ho spedito gli originali [circa 99 di loro] insieme alla copia digitalizzata a Luca Brogioni, capo degli archivi fiorentini”. Il ricordo dell’alluvione è in bianco e nero “Nessun altro era stato lì per documentare l'orrore, nessuno con pellicola a colori.. La macchina, una ASA 64 Ekta chrome Rollei da 63 dollari, unica nel suo genere”.

Le fotografie e gli stralci appena letti sono state raccolte nel volume commemorativo “I colori dell'Alluvione” per il 50° anniversario.

Le commemorazioni dell’alluvione – ha ricordato il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – continueranno nella giornata di mercoledì 4 novembre alle ore 8.00 presso il cimitero comunale di San Felice a Ema, al Galluzzo. Alla presenza dei familiari, verrà deposta una corona di alloro del Comune di Firenze sulla tomba di Carlo Maggiorelli, l’operaio dell’acquedotto comunale dell’Anconella morto sul lavoro per non avere abbandonato la sorveglianza degli impiantiAlle 11 avrà luogo la Santa Messa in ricordo delle vittime che quest’anno sarà ospitata nella Basilica di Santa Croce. Parteciperanno come ospiti speciali la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze che quest’anno festeggia i 100 anni della sua presenza in città. Non possiamo infatti dimenticare come i 700 allievi del 59° corso della scuola, nel 1966, nonostante loro stessi, fossero alluvionati, garantirono la sicurezza notte e giorno dei fiorentini”.

Fonte: www.comune.fi.it (Ufficio Stampa)