Fermavano tutti quel mattino di marzo… Siamo nel marzo del 1944, nei giorni dello sciopero generale, di dimensioni impressionanti, proclamato nell’Italia centro-settentrionale in piena occupazione nazista con le parole d’ordine pane, pace, lavoro e libertà. Lo sciopero purtroppo aprì le porte dei lager a migliaia di deportati per motivi politici, operai e militanti antifascisti, ma anche persone che non avevano niente a che fare con la protesta, rastrellate per rappresaglia e per ingrossare le fila di uomini e donne in grado di lavorare come schiavi a favore dell’industria bellica tedesca. A Firenze, Prato ed Empoli la deportazione politica rappresenta una pagina di storia importante e quest’anno per la prima volta le voci della memoria e il racconto di ciò che accadde nei tre territori compongono un quadro unitario, grazie alla collaborazione fra ANED nazionale, Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea e Museo della Deportazione di Prato, e danno vita al ciclo di incontri online “Deportazione politica, una pagina della nostra storia”.