Terra Santa, giovani, volontariato e sostenibilità al centro della visione per il futuro nel nuovo Piano Strategico 2026-2031 della Fondazione Giovanni Paolo II, che sarà presentato sabato 20 giugno 2026 nell'Abbazia di Vallombrosa, durante la tradizionale Giornata della Fondazione.
Il documento nasce da un percorso di riflessione e confronto avviato dal nuovo Consiglio di Amministrazione insieme ai Vescovi delle diocesi fondatrici e sviluppato con il supporto della Scuola di Economia Civile e del professor Ivan Vitali. L'obiettivo è delineare una direzione chiara per i prossimi anni, mantenendo viva la fedeltà alle radici della Fondazione e rispondendo alle sfide di un contesto internazionale in continua evoluzione.
Fondata diciannove anni fa dalle Diocesi di Fiesole e Montepulciano-Chiusi-Pienza, la Fondazione Giovanni Paolo II opera oggi in 17 Paesi del mondo, ha realizzato oltre 60 progetti e accompagna ogni anno più di 20 mila persone attraverso attività di cooperazione internazionale, accoglienza, educazione e dialogo interreligioso. Sul fronte dell'accoglienza, sono circa 80 le persone ospitate nelle strutture della Fondazione tra richiedenti asilo, rifugiati e famiglie provenienti da Gaza accolte sul territorio toscano.
Il Piano Strategico individua cinque grandi assi di sviluppo: il rafforzamento dell'identità e della missione della Fondazione, la valorizzazione delle persone e delle relazioni, la sostenibilità economica e la trasparenza, il consolidamento delle attività di accoglienza e volontariato, e la promozione del pensiero, della formazione e del dialogo culturale.
Particolare attenzione è dedicata alla Terra Santa e al Medio Oriente, cuore storico dell'impegno della Fondazione. L'intento è sostenere le comunità cristiane locali attraverso percorsi di formazione, crescita e responsabilizzazione, superando una logica esclusivamente assistenziale per investire sulle persone, sulla cultura e sulla costruzione di comunità solide e consapevoli.
Tra gli obiettivi del prossimo quinquennio figura anche un maggiore coinvolgimento delle giovani generazioni, attraverso collaborazioni con scuole, università e realtà educative, insieme alla valorizzazione del volontariato e della rete di solidarietà che da sempre rappresentano una risorsa fondamentale per la vita della Fondazione.
Inoltre entro la fine di quest’anno si è prefissata di definire un modello strutturato per l’accoglienza che metta al centro la famiglia e le comunità locali a partire dalle esperienze maturate in dieci anni a Villa Pettini, Montevarchi, Fiesole e Reggello, con l’obiettivo di consolidare ed estendere questa linea di azione.
Questo Piano Strategico – spiega il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Damiano Bettoni – vuole essere uno strumento di orientamento condiviso, una cornice comune che permetta a governance, personale, volontari e sostenitori di camminare nella stessa direzione. Dopo quasi vent'anni di attività sentiamo la responsabilità di continuare a sostenere la presenza cristiana in Terra Santa e di farlo con strumenti adeguati ai tempi che stiamo vivendo, nella consapevolezza che ogni progetto deve essere sostenibile, trasparente e capace di generare un impatto concreto sulle persone».
La presentazione del Piano Strategico sarà uno dei momenti centrali della Giornata della Fondazione, in programma sabato 20 giugno presso la Sala Capitolare dell'Abbazia di Vallombrosa. Dopo i saluti del sindaco di Reggello e consigliere della Fondazione Piero Giunti e dell'abate di Vallombrosa padre Giuseppe Casetta, la mattinata proseguirà con un dialogo tra il professor Luigino Bruni e il pubblico sul libro Il serpente e l'arca. Alle ore 11.15 il professor Ivan Vitali illustrerà il Piano Strategico 2026-2031, introdotto da monsignor Stefano Manetti, vescovo di Fiesole. Le conclusioni saranno affidate al presidente Damiano Bettoni.
Per maggiori informazioni: https://jp2.foundation