Il ‘diritto alla connettività’ trova cittadinanza nello Statuto regionale, grazie al Parlamento degli studenti che, per i suoi 25 anni di vita festeggia anche la modifica statutaria, approvata in via definitiva dall’Assemblea toscana lo scorso 8 luglio.
L’integrazione dello Statuto regionale della Toscana, che riconosce il diritto alla connettività, è un esempio concreto di collaborazione tra giovani e istituzioni, o meglio tra istituzioni di giovani e meno giovani. La proposta di inserire il nuovo diritto per i cittadini toscani è infatti partita sei anni fa proprio dal Parlamento regionale degli studenti della Toscana con l’associazione GEN Prs.
Come ha commentato la presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi: “Ci sono provvedimenti che valgono non solo per il loro contenuto, ma anche per il percorso che li ha resi possibili; l’introduzione del diritto alla connettività nello Statuto della Regione Toscana è uno di questi ed è il punto di arrivo di un cammino iniziato nel 2020 all’interno del Parlamento regionale degli Studenti. Oggi quella loro intuizione è diventata realtà. Come presidente del Consiglio regionale considero questo risultato motivo di grande soddisfazione, perché dimostra che la partecipazione non è una parola d’ordine ma un metodo di governo. Il Parlamento regionale degli Studenti non è un’esperienza simbolica: è un luogo nel quale i giovani elaborano proposte, si confrontano con le istituzioni e possono contribuire concretamente alla vita democratica della nostra comunità. Il fatto che una loro proposta sia diventata parte integrante dello Statuto regionale rappresenta un caso unico in Italia e conferma il valore di un’esperienza che la Toscana sostiene da venticinque anni. È anche il modo migliore per celebrare questo importante anniversario. Il Consiglio regionale ha raccolto una proposta nata dai giovani, l’ha condivisa e l’ha trasformata in una norma che rafforza i diritti di tutti i cittadini toscani”.
Un “grazie speciale” ai ragazzi del Parlamento, “per l’impegno e per l’esempio” non poteva che arrivare da Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Giunta, e già presidente del Prst.
“Il Parlamento degli studenti è palestra di democrazia, ne è la prova la riforma statutaria sul diritto alla connettività, ma anche la stessa storia – ha affermato Dika – io da giovane studente del Parlamento mi ritrovo consigliere regionale; il primo fu Diego Ciulli, ed oggi nell’Assemblea toscana siedono anche Matteo Zoppini e Diletta Fallani, con Mia Diop alla vicepresidenza della Giunta”. Secondo il sottosegretario sono esempi di come si possa vivere appieno l’esperienza del Prst: “A me ha cambiato la vita – ha sottolineato, sorridendo – continuate con orgoglio su questa vostra strada, nella consapevolezza di essere in parte fortunati, in Consiglio regionale ci sono infatti diversi ex che non vedono l’ora di accogliere altre vostre proposte”.
Ad entrare nel vivo dell’argomento ci hanno pensato l’attuale presidente del parlamento degli studenti della Toscana Sergio Angarano, insieme agli ex presidenti Francesco Galanti (per la legislatura 2020-2021) ed Eduardo Romagnoli, il “traghettatore della proposta”.
Tutto nacque con l’emergenza Covid, quindi dalle difficoltà di tanti coetanei – o per ragioni economiche o per carenza di infrastrutture in determinate aree regionali – a seguire le lezioni da remoto ed avere un contatto con il mondo. Da qui la proposta concreta del Prst: chiedere alla Regione di riconoscere l’accesso alla Rete come un diritto inalienabile. Come si evince dal preambolo della proposta approvata dal Prst, «Internet, soprattutto durante il periodo di emergenza epidemiologia da Covid-19», ha rappresentato «uno dei più grandi spazi pubblici e necessita di una normativa statutaria regionale per accompagnare il suo sviluppo con istituzioni adeguate». E ancora: «Internet, quale strumento possibile di democrazia partecipativa, deve essere garantito a tutti i cittadini, in base al principio costituzionale della libertà d’espressione, d’informazione, allo studio». La proposta è nata su iniziativa della presidenza dell’epoca: Francesco Galanti, oggi laureando in diritto costituzionale, affidò la questione alla II Commissione con l’obiettivo di redigere una legge di riforma dell’art. 4 dello Statuto. La proposta venne approvata il 4 giugno 2020 all’unanimità e toccò poi al presidente Eduardo Romagnoli avviare con il Consiglio regionale le interlocuzioni per trasformare in legge quella proposta. Il testo redatto dal Prst parte proprio dal senso più profondo dell’art. 3 della Costituzione: riconoscendo il diritto ad Internet, le istituzioni possono concretamente “rimuovere gli ostacoli” che impediscono “il pieno sviluppo della persona umana” e “l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica, economica e sociale del Paese”.
Solo alcuni flash su cui riflettere. Per dirlo con Angarano: “Il diritto alla connettività nello Statuto regionale è un esempio virtuoso di come il Prst collabori con le Istituzioni”. “Una collaborazione nata sotto i migliori auspici: quando presentammo la nostra proposta il presidente del Consiglio era Eugenio Giani e venimmo subito ascoltati”, ha ricordato Galanti. “La parola chiave di questo successo può essere intergenerazionalità”, ha chiosato Romagnoli, auspicando di poter traghettare la palestra di democrazia del Prst anche fuori regione.
Una cosa è certa: il Parlamento degli studenti ha ribadito che la Rete è fondamentale per promuovere iniziative democratiche, non solo per gli studenti, ma per tutti i cittadini.
Presenti in conferenza stampa diversi rappresentanti del Prst - Parlamento regionale degli Studenti della Toscana.
Fonte: Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana