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mercoledì 23 gennaio 2019

"Studio 54", la storia del trasgressivo night club in prima italiana al Festival dei Popoli

09-11-2018

Sarà la prima italiana del documentario Studio 54 di Matt Tyrnauer, il night club più trasgressivo di tutti i tempi, nella New York negli anni ’70 e ‘80, in programma domani, venerdì 9 novembrealla 59/ma edizione del Festival dei Popoli (ore 21.30, Cinema La Compagnia). Il regista (Citizen Jane: Battle for the city, 2016; Valentino: The Last Emperor, 2008, nomination miglior doc agli Oscar) ripercorre la storia del night club dagli albori al declino, mescolando sapientemente interviste con materiali d’archivio e video inediti. Protagonisti del documentario, tra gli altri, Andy Warhol (uno dei pochi ad aver avuto il permesso di entrare con una videocamera), Salvador Dalì,Truman CapoteElizabeth TaylorMichael JacksonElton JohnBianca JaggerDonald Trump (presente all’inaugurazione del locale insieme a Ivana) senza dimenticare Elio FiorucciMadonna e Loredana Bertè. Tra gli intervistati anche i proprietari Ian Schrager e Steve Rubell, due amici che conquistarono la grande mela mossi da un’ambizione così sfrenata che sarà causa della chiusura del club.  Il documentario sarà distribuito da BIM e disponibile On Demand dall’11 gennaio 2019.

Tra gli eventi collaterali della settima giornata del festival, dalle 22.30, presso Buh – Circolo culturale urbano, si terrà il party del festival con la musica di Irmãos Makossa a.k.a Makossa Brothers, due artisti fortemente influenzati dalle produzioni africane degli anni ’70.

Da segnalare, in programma, la presentazione del documentario interattivo Setteponti Walkabout di Gianfranco Bonadies, Gianpaolo Capobianco, Michele Sammarco, con la collaborazione di Valeria Tisato, un viaggio interattivo tra cinema documentario per conoscere uno tra gli itinerari più belli e significativi da percorrere in Toscana (ingresso gratuito, presso la Mediateca Regionale Toscana, alle ore 16.00).

All’Alfieri il documentario, in concorso italiano, dal titolo Corpo a Corpo di Francesco Corona (Italia, 2018, 62’), in sala per presentare il documentario che si sviluppa nell’arco di undici anni e segue le vicende di Paolo Scaroni (presente al festival), tifoso del gruppo ultràBrescia 1911 rimasto gravemente ferito nel 2005 dopo una partita di calcio a causa di uno scontro con la polizia.

La settima giornata parte con l’incontro con gli autori nella saletta Mymovies del Cinema La Compagnia apre la giornata dei Popoli (ore 11).

Al cinema La Compagnia segue, per la sezione Habitat, alle ore 15.30, la proiezione di Becoming Animal di Peter Mettler, Emma Davie (Svizzera, Gran bretagna, 2018, 78’) film girato nel Grand Teton National Park che invita lo spettatore ad esplorare il rapporto con il mondo animale, scoprendo una realtà vivace ed espressiva.

Dalle ore 17 poker di Concorso Internazionale con Sisters di Michał Hytroś (Polonia, 2018, 20’), divertente ed emotivo racconto dietro le mura settecentesche del più antico convento di clausura polacco; a seguire Angkar di Neary Adeline Hay (Francia, 2018, 71’) storia di un farmacista cambogiano che ha vissuto la rivoluzione nichilista dei Khmer Rossi degli anni ’70. Alle ore 19 I signed the petition di Mahdi Fleifel (Gran Bretagna, Germania, Svizzera, 2018, 10’), il boicottaggio culturale di Israele visto dagli occhi di un palestinese che firma la petizione online per la cancellazione del concerto dei Radiohead a Tel Aviv; seguito da Life is but a dream di Margherita Pescetti (Italia, Palestina, 2018, 72’) sulla colonizzazione israeliana dei territori palestinesi grazie all’autogestione degli avamposti illegali.

Allo Spazio Alfieri, dalle ore 15.30, ampio spazio dedicato alla sezione Habitat: Aurora di Marcelle Abela (Malta, 2017, 4’) narrazione poetica sulla bellezza della Terra e lo spazio; Second Life di Eugeniusz Pankov (Polonia, Russia, 2016, 19’), romanzo di fantascienza sull’ibernazione di salme e cervelli umani; On destruction and preservation di Maija Blåfield (Finlandia, 2018, 34’), riflessione sulle forze che governano il nostro pianeta; Hoa di Marco Zuin (Italia, Vietnam, 2018, 18’), storia di globalizzazione e sfruttamento economico delle risorse naturali ambientata in Vietnam. Alle ore 17 il film documentario estone sulle renne, il petrolio, la politica e la poesia The land of love di Liivo Niglas (Estonia, 2016, 78’).

Alle 18.30 è tempo di Talking Money di Sebastian Winkels (Germania, 2018, 89’), curioso dietro le quinte del moderno sistema bancario nel quale assistiamo a 15 incontri riservati tra consulenti bancari di tutto il mondo e i loro clienti. La proiezione è realizzata incollaborazione con Fondazione Finanza Etica e vedrà la partecipazione di Alessandro Messina, direttore esecutivo di Banca Etica.

Alle 22 The silence of others di Almudena Carracedo, Robert Bahar (Spagna, Usa, 2018, 95’) evento speciale del festival. Il film, prodotto tra gli altri da Pedro Almodovar, è un legal thriller sulla oscura pagina della storia spagnola delle vittime del regime franchista.

Alle 18.30 l’Istituto Francese propone per la sezione Habitat Be’ jam be et cela n’aura pas de fin di Caroline Parietti, Cyprien Ponson (Svizzera, 2017, 87’) che ha per protagonisti gli abitanti delle foreste vergini alle prese con il disboscamento.

Per ulteriori informazioni: www.festivaldeipopoli.org