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venerdì 17 gennaio 2020

Programmazione settimanale del Cinema Spazio Uno di Firenze

05-12-2019
Ecco la programmazione del Cinema Spazio Uno di Firenze (via del Sole, 10), dal 5 all'11 Dicembre 2019 saranno proiettati i seguenti film:

"NANCY" di Christina Choe
Dopo l'acclamato "Morto Stalin se ne fa un altro", Andrea Riseborough è protagonista di questo thriller psicologico intitolato "Nancy" che è stato presentato al Sundance Film Festival dello scorso anno e che arriva adesso nei cinema. Scritto e diretto da Chrisina Choe ha nel cast, oltre a Andrea Riseborough, Steve Buscemi, J. Smith-Cameron, Ann Dowd e John Leguizamo. Il film ha vinto la miglior sceneggiatura al Sundance Film Festival, la miglior regia al Porto International Film Festival e la miglior attrice al Sitges Film Festival. "Nancy" è uno psicodramma provocatorio sull'amore, sull'intimità, sulla fiducia e sulla sfuggente natura della verità. Racconta di una giovane donna che diventa sempre più convinta di essere stata rapita da bambina. Quando incontra una coppia la cui figlia è scomparsa trent’anni prima, la realtà e la finzione cominciano a confondersi. Man mano che il loro legame si approfondisce, i dubbi ragionevoli lasciano il posto a credenze ostinate e il potere dell’emozione minaccia di superare ogni razionalità. Amy Nicholson ha elogiato la performance di Riseborough nella sua recensione su Variety al Sundance: “È un ruolo adatto per Riseborough, una chimera per schermi con la strana capacità di cambiare forma tra adolescenti goffi e donne cresciute. Qui lei è una sfocatura contemporaneamente immatura e dall’aria esausta, che potrebbe invecchiare e morire prima di capire realmente di chi si tratta”. "Nancy" è un ottimo piccolo film: di quelli circoscritti a ottantacinque minuti, un trio di attori (più un gatto che diventa simbolo) e quattro pareti, ma capace forse anche grazie a questo di condensare al massimo la sua atmosfera di dramma e oppressione. In attesa di certezze genetiche e cromosomiche, il drama malsano della Choe posiziona sulla scacchiera tensioni e significati familiari, poi inscena una tormentosa partita emotiva, in bilico tra il desiderio di ritrovarsi e il timore che sia tutto solo un bluff illusorio e destabilizzante. Sorprendente la scrittura, riconsacrata la Riseborough come reginetta del disagio contemporaneo. Senza mai tempi morti, è un gioiellino che impregna lo schermo di vera e ansiogena umanità, nel realismo malandato di esistenze incompiute.

Giovedì 05/12 Ore 17:40 - 21:30
Venerdì 06/12 Ore 16:00 - 20:00
Sabato 07/12 Ore 16:00 - 20:00
Domenica 08/12 Ore 16:00 - 20:00
Lunedì 09/12 Ore 15:45 - 21:30 € 4,00
Martedì 10/12 Ore 20:00
Mercoledì 11/12 Ore 17:40

"L' UFFICIALE E LA SPIA" di Roman Polanski
Polanski ricostruisce “l’Affare Dreyfus” non dalla parte del capitano condannato all’Isola del diavolo per alto tradimento, ma da quella del colonnello Picard che, messo a capo dei servizi segreti francesi, si accorse dell’inconsistenza delle accuse che avrebbero incastrato Dreyfus, smascherando l’ingranaggio di bugie che sfruttava l’antisemitismo montante e vedeva nel capitano ebreo la vittima ideale. Ma al di là di un paio di scene dove il popolo si abbandona a vandalismi che fanno immediatamente pensare a quello che succederà un trentennio più tardi in Germania, il film evita le facili intemerate retoriche: l’antisemitismo è qualcosa che si muove sullo sfondo, inquietante proprio perché considerato normale. Piuttosto al regista, che ha scritto la sceneggiatura con Robert Harris, autore del romanzo "L’ufficiale e la spia" (titolo che in italiano ha sostituito il più efficace "J’accuse") interessa far emergere lo scontro tra la Ragion di Stato (e dell’Esercito) e l’obbligo della Verità, quella che spinge Picard a rischiare anche la sua carriera. Facendo del film una riflessione sullo scontro tra la realtà e la sua manipolazione, tra i fatti e le "fake news"...e detto da un regista spesso oggetto di gravi accuse rende il tema ancora più scottante. Pochi titoli giornalistici sono rimasti nella storia come il “J’accuse…!” di Emile Zola, pubblicato sulle pagine de “L’Aurore” il 13 gennaio 1898. Ed è con lo stesso titolo che Polanski porta alla 76° Mostra del Cinema di Venezia la sua opera, vincitrice del Gran Premio della Giuria, un film che narra in maniera minuziosa le vicende di uno scandalo che portò la Francia sull’orlo di una guerra civile agli albori del XX secolo. Il protagonista è un uomo così fedele al suo esercito da non poter accettare che un militare possa venire accusato ingiustamente attraverso una macchina del fango composta da prove falsificate ad hoc e una cecità creata da un sentimento d’odio nei confronti del diverso. Ognuno di noi può avere la sua idea su Polanski, ma se siamo in grado di separare l’uomo dall’artista, non si può fare a meno di ammirare chi, dietro la macchina da presa, ha dimostrato e dimostra ancora di essere uno dei maestri della Settima Arte. Un film storico tecnicamente impeccabile!

Tutti gli spettacoli sono in Francese con sottotitoli in Italiano
Giovedì 05/11 Ore 15:30 - 19:15
Venerdì 06/11 Ore 17:45 - 21:30
Sabato 07/11 Ore 17:45 - 21:30
Domenica 08/12 Ore 17:45
Lunedì 09/12 Ore 19:20 € 4,00
Martedì 10/12 Ore 17:50
Mercoledì 11/12 Ore 15:30 - 21:20

"LA BELLE EPOQUE" di Nicolas Bedos
Ricordare per ritrovarsi, superando le insidie del tempo che passa. "La Belle Epoque" di Nicolas Bedos – presentato Fuori Concorso nella Selezione Ufficiale di Cannes 2019 – è un malinconico ed esilarante affresco dei tempi che furono, spesso tanto agognati ma difficili da ristabilire. Sembra un film arrivato fuori tempo, quasi in anticipo, e per una volta l’accezione è positiva. In questo marasma di “effetto nostalgia” il cinema francese presenta già un’analisi acutissima di quanto la costante rielaborazione del passato possa farci perdere di vista ciò che conta nel presente. È un racconto romantico, affascinante, garbato, divertente, sognante e stralunato. Insomma, tutto ciò avviene in un signor film. Se qualcuno avesse dubbi, guardi "La Belle Epoque" e provi a dire che i francesi non sono tra i migliori quando si fa cinema. Una riflessione sul tempo, su come cambi senza che rendercene conto, e quando ce ne accorgiamo, vogliamo stoppare l’impossibile. Sull’amore che svanisce ma in fondo è l’unica cosa a cui possiamo rimanere attaccati per sentirci e essere vivi. Persino una riflessione sul cinema stesso, sulla sua abilità unica tra tutti nel creare mondi intellegibili e gettarci dentro sogni e incubi degli spettatori. Fortunatamente, "La Belle Epoque" ha un equilibrio perfetto in tutte le sue componenti, e riesce a farci vivere pregi e difetti di ben quattro personaggi alla ricerca della stessa cosa: amore, accettazione, serenità. Oltre lo scorrere del tempo, oltre la ricostruzione di un passato bello ma fugace. Il sorriso di Daniel Auteuil, la radiosità di Fanny Ardant, il carisma di Guillaume Canet, la freschezza di Doria Tellier: il talento di questo gruppo di attori formidabili ci accompagna nel percorso di ricerca di se stessi e dei propri bisogni. I loro sentimenti ci aiutano a districarci in questa idea di film che si incrocia tra "Westworld" e "Midnight in Paris", e quello che pare tutto costruito, tutto artificiale, non ci arriva mai artificiale ma mosso da un cuore tremendamente pulsante. Ciò che sorprende di questo film è come il suo regista, a soli 39 anni, riesca a mostrare una tale saggezza nelle sguardo, concentrandosi sulla coppia e sulla società con una prospettiva indulgente ma allo stesso tempo disperata. Soprattutto considerando il fatto che ha scritto una sceneggiatura di tale complessità completamente da solo, probabilmente forte della propria esperienza a teatro.

Domenica 08/12 Ore 21:30
Lunedì 09/12 Ore 17:15 € 4,00
Martedì 10/12 Ore 15:45 - 21:30
Mercoledì 11/12 Ore 19:15


Per maggiori informazioni: www.cinemaspaziouno.it