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venerdì 15 gennaio 2021

Al Festival Internazionale di Cinema e Donne la storia di Nasrin Sotoudeh

26-11-2020
Prosegue giovedì 26 novembre 2020 su Più Compagnia, la piattaforma streaming del cinema La Compagnia di Firenze in collaborazione con MYmovies.it, la programmazione del Festival Internazionale di Cinema e Donne, giunto alla sua 42esima edizione. Durante la seconda giornata molte le proposte in anteprima, dall'Italia e non solo, disponibili in streaming fino al 30 novembre 2020.

Grande attesa per il documentario di Jeff Kaufman, "Nasrin", la storia dell'attivista iraniana Nasrin Sotoudeh: avvocata impegnata nella difesa dei diritti civili delle donne e contro la pena di morte, condannata a 38 anni e 148 frustate con l'accusa di propaganda contro lo Stato e per essersi presentata in pubblico senza velo. Le riprese di questo film in Iran sono state effettuate clandestinamente.
Nasrin Sotoudeh in occasione del Festival ha ricevuto le Chiavi della Città dal Comune di Firenze e il film ha vinto il Premio Sigillo della Pace del Comune di Firenze per il film documentario.

In programma il documentario "Cuba's Forgotten Jewels: A Haven in Havana" di Judy Kreith Robin Truesdale, una sorprendente e sconosciuta storia di diamanti e Olocausto. Durante la dittatura di Fulgencio Batista Cuba era diventata un importante crocevia per il commercio e soprattutto la lavorazione dei diamanti. Circa 6000 ebrei provenienti dal Belgio, dall'Olanda e dall'Austria, in fuga dal nazismo, erano approdati nello stato centroamericano: molti di essi erano tagliatori di diamanti. Grazie ai contatti professionali internazionali e alla grande esperienza fecero decollare una vera e propria industria nell'isola. La storia è raccontata dalla figlia di una delle protagoniste, Judy Kreith, che assieme a Robin Truesdale ha rintracciato gli antichi rifugiati a Cuba e i loro discendenti, tra America e Israele.
Proiezione organizzata in collaborazione con JDC Archives di New York e Università degli Studi di Firenze, Studi di genere.

Dall'Italia arriva il film documentario "La Napoli di mio padre" di Alessia Bottone. Il film è prodotto nell'ambito del Premio Zavattini attraverso i materiali d'archivio, in collaborazione con Archivio Aamod, Istituto Luce e K-Studio, interpretato dall'attrice veronese Valentina Bellè. Il rapporto tra un padre e una figlia durante un viaggio in treno che dal nord punta a sud. Il padre descrive la sua Napoli e la sua infanzia, concentrata nel quartiere Vicaria. Poi la fuga e la paura dell'ignoto che accomuna gli emigranti italiani del secolo scorso, con la valigia di cartone, ai migranti a bordo dei barconi dei giorni nostri.
Alessia Bortone è una regista, sceneggiatrice e giornalista laureata in Istituzioni e Politiche per i Diritti Umani e la Pace. Nel 2017 consegue il Master in Sceneggiatura Carlo Mazzacurati dell'Università degli Studi di Padova. Realizza documentari su temi sociali. Firma inchieste e video-inchieste apprezzate e premiate.

In anteprima il documentario "Delphine et Carole Insoumises" di Callisto McNulty che racconta la storia di amicizia e complicità tra due donne: Delphine Seyrig, fascinosa attrice dei grandi registi della Nouvelle Vague (Truffaut, Demy, Bunuel, Resnais) e la regista Carole Roussoupoulos, pioniera del videoattivismo femminista. Le due "indomabili" organizzano collettivi di attrici, manifestazioni, squadre di "pronto intervento video" e infine un efficacissimo centro di documentazione. Il film, con la scelta di materiali d'archivio molto rari, racconta la stagione d'oro del Femminismo e la forza del suo sogno insolente e intransigente che alimenta ancora l'ispirazione delle registe.
Callisto McNulty, cineasta francese nipote di Carole Roussopoulos, ha utilizzato immagini d'archivio, brani di film e preziosi inediti di Carole per raccontare le avventure del duo mediatico e dei loro collettivi artistici:"Insoumuses" e "Video Out".

Il festival ospita quest'anno anche alcuni titoli selezionati alla seconda edizione del Festival Docudonna, manifestazione dedicata al cinema al femminile di Massa Marittima (Gr): tra questi, il vincitore della sezione italiana "Off-Identikit" di Veronica Santi, documentario sulla critica e curatrice d'arte Francesca Alinovi, uccisa nel 1983, attraverso i ricordi degli artisti d'avanguardia newyorkesi con cui ha lavorato. Un film di grande attualità e di ispirazione per le giovani generazioni, con interviste agli artisti: Robert Kushner, Kenny Scharf, Toxic, Ann Magnuson, Stefan Eins, Daze e Crash e interviste inedite datate 1981/82 di Francesca Alinovi a Keith Haring, Rammellzee e A-One.

Per maggiori informazioni: www.iwfffirenze.it - www.cinemalacompagnia.it - www.mymovies.it/ondemand/cinemaedonne

C.O.