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giovedì 26 marzo 2026

Tracce di Invisibili: il film "Gorgona" di Antonio Tibaldi al cinema Astra di Firenze

30-03-2026
Un'isola-carcere, ultima colonia penale agricola d'Europa a 19 miglia da Livorno, con una novantina di detenuti in un percorso rieducativo basato sul lavoro, dalla cura del bestiame alle attività nei campi. Lunedì 30 marzo 2026, alle ore 21.00, il Cinema Astra di Firenze, in piazza Beccaria, ospita la proiezione del film "Gorgona" di Antonio Tibaldi per un nuovo appuntamento della rassegna "Tracce di Invisibili" promossa dall’Associazione Progetto Arcobaleno in collaborazione con Amnesty International Firenze, Arci Firenze, Arca cooperativa sociale, Fondazione Stensen e Gruppo Giovani Amnesty Firenze. A seguire l'incontro “Utopia e Carcere: può il non luogo diventare anche spazio di opportunità?”, un momento di approfondimento e confronto con Antonella Tuoni, Direttrice della casa circondariale di Arezzo e Camilla Perrone, Professore Associato di Tecnica e pianificazione urbanistica dell’Università di Architettura di Firenze. 

Il film "Gorgona" di Antonio Tibaldi, distribuito da Bloom, racconta la vita dentro un carcere unico al mondo, in mezzo al mare, dove gli uomini attraverso il lavoro cercano il proprio riscatto. La vita comincia prestissimo, la mattina, sull’isola di Gorgona, un remoto lenzuolo di terra a 19 miglia marittime da Livorno. Le stalle vengono riaperte, i trattori si mettono in movimento, le attività di tutti i giorni riprendono, tra i campi, la mungitura, la manutenzione dei fabbricati. In panetteria si stanno già sfornando i panini e le focacce che riforniscono lo spaccio, mentre un gregge di pecore costeggia i filari delle vigne per arrivare al pascolo... Questi uomini affaccendati tra la macchia mediterranea e le stalle sono i detenuti della Casa di Reclusione di Gorgona, ultima colonia penale agricola ancora attiva in Europa. Un istituto che occupa l’intera isola, abitata esclusivamente da carcerati e da personale carcerario, con la sola eccezione di Luisa Citti, discendente di una delle famiglie che popolarono l’isola nell’Ottocento e unica residente rimasta oggi a Gorgona. Per venire ammessi in questo carcere a cinque stelle servono precisi requisiti: nessun legame con la criminalità organizzata, niente problemi di tossicodipendenza e una pena definitiva sufficientemente lunga da permettere di costruire un percorso rieducativo. L’occhio della telecamera conduce lo spettatore in un’immersione senza veli nella vita di cinque detenuti, tra il lavoro quotidiano, il rapporto con gli educatori e il loro difficile percorso, dentro un mondo dove la bellezza avvolge, come un sudario, i delitti e il dolore degli uomini

Nel cast: i detenuti, gli agenti penitenziari, gli educatori e il personale dell’amministrazione della Casa di Reclusione Gorgona, con il direttore Carlo Mazzerbo, l'istruttore volontario del corso di musica Davide Sessa, il viticoltore Lamberto Frescobaldi e l'unica residente effettiva dell'isola Luisa Citti.

Le parole del regista Antonio Tibaldi: “Da ragazzino mi trovavo su una piccola barca a vela durante una libecciata, la pala del timone si ruppe a poche miglia da Gorgona. Via radio chiedemmo l’autorizzazione di accedere al porticciolo. Eravamo l'unica barca nel porticciolo, trattandosi di un'isola carcere il cui accesso è severamente vietato. Seduto nel pozzetto della barca guardavo i campi della valle antistante con questi puntini -- i detenuti 'liberi' dell'isola -- che con tanto di forche e pale, lavoravano la terra. Quella notte non riuscii a dormire. Temevo che uno di questi uomini potesse salire a bordo della nostra barchetta e ucciderci tutti. Mi era rimasto quel vivido ricordo di paura e 'timore del detenuto'. L’idea di tornare su quell’isola per girare un documentario rappresentava per me un modo di confrontare e contraddire quella paura. Al termine del primo sopralluogo nel 2017, ho scoperto che su quest’isola remota esiste un ‘mondo parallelo’ unico e sorprendente. Non essendoci negozi, né ristoranti, né cellulari, né macchine, né motorini, è come se il tempo si fosse fermato e non avesse contaminato l’isola. Il mio lavoro è stato quello di osservare con la telecamera, con pazienza e perseveranza, il comportamento umano che avveniva di fronte a me. Osservare innanzitutto il lavoro di questi uomini, che in questo contesto carcerario, assume un’importanza monumentale.”

Antonio Tibaldi è un regista italo-australiano, residente a New York. Realizza per UNTV (Televisione delle Nazioni Unite) documentari tematici ambientati in Sud America, Centro America, Africa e Asia. Tra i suoi documentari Godka Cirka (2014) vincitore di oltre trenta premi internazionali, La poltrona del padre (2015) presentato in concorso a IDFA, DocAviv, Dokufest e DOCNYC. Nel 2022 ha vinto il premio Miglior Documentario con Gorgona al Festival dei Popoli di Firenze.

Per maggiori informazioni: https://stensen.org/cinema-astra-firenze/