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giovedì 24 gennaio 2019

Museo del Novecento, l'arte contemporanea incontra Firenze

31-10-2016
Il cuore pulsante della culla del Rinascimento, Piazza Santa Maria Novella, ospita una delle realtà più importanti dell'arte contemporanea in Italia, il Museo del Novecento. Nato dalle ceneri dell'Ospedale di San Paolino, la struttura ospita una collezione di oltre 300 opere suddivise in 15 ambienti con l'intento di offrire un'interessante racconto critico sull'arte del secolo breve.

Dopo aver attraversato la famosa loggia del Michelozzo, per anni attribuita al padre del cupolone, Brunelleschi, per la sua struttura molto simile al loggiato dello Spedale degli Innocenti, il visitatore è accolto da un'area principale caratterizzata da una serie di vetrate che proteggono il vecchio chiostro delle Scuole Leopoldine, reso più moderno da Everything might be different di Maurizio Nannucci, un'installazione neon in pasta blu del 1988 realizzata dall'artista per lanciare un messaggio provocatorio alla società contemporanea. Al piano terra si trova anche un'area dedicata alle mostre temporanee, come l'attuale Maestà Tradita di Gaetano Pesce, dedicata alla condizione della donna oggi. Caratteristica è la Sala dei Sensi in cui, attraverso l'assaggio di bocconi di pane e bile bovina, è possibile provare sulla propria pelle i "bocconi amari" che il gentilsesso è costretto ad ingoiare.

Il percorso prosegue al primo livello in cui, il loggiato rinascimentale, viene arricchito da una serie di installazioni simbolo della volontà degli artisti del Novecento di sperimentare e trovare nuovi modi per raccontare l'esperienza sensoriale legata alla visione di un'opera d'arte. Le sale interne sono invece dedicate alle ricerche musicali, alla poesia visiva e all'architettura radicale con opere di grande originalità ed estro artistico. Superarchitettura è un'installazione realizzata negli anni '60 da Archizoom e Superstudio - due gruppi di designer e creativi - con l'intento di creare una sorta di dialogo tra la musica, le arti visive, la comunicazione di massa e il design. Molto interessante è anche Il filo della Bellezza di Luciano Ori che, utilizzando la tecnica del collage su cartoncino, realizza una vera e propria opera di denuncia verso l'immagine della donna proposta dalla nascente comunicazione di massa. Di notevole pregio è Concetto Spaziale. Attesa del maestro Lucio Fontana che, con un semplice squarcio su una tela bianca, vuole aprire le porte a nuove prospettive artistiche, a nuove modalità di visione dell'uomo e della vita.

Il secondo livello è dedicato allo sviluppo dell'arte in Toscana, tra modernità e ritorno al passato, con due aree rivolte a due simboli culturali della città: il Maggio Musicale Fiorentino e Pitti. Attraverso reperti storici e fotografie dell'epoca, si ripercorre la nascita della grande sartoria fiorentina e delle arti visive. Ampio spazio è dedicato alle avanguardie europee e internazionali che caratterizzarono il primo ventennio del Novecento.

La visita si conclude al terzo livello dedicato all'immagine di Firenze nel cinema nazionale ed internazionale, con un video interattivo che raccoglie tutti i grandi film ambientati in città, con l'obiettivo di sottolineare come la visione e l'idea di Firenze sia cambiata nel corso degli anni. Un'area attigua è invece dedicata agli incontri, conferenze, dibattiti ed eventi.

Nonostante l'apertura relativamente recente, il Museo del Novecento entra a tutti gli effetti in quell'insieme di musei che vale la pena visitare, un'occasione per approfondire le peculiarità di un secolo che ha aperto le porte allo sviluppo della società, dell'arte, della cultura dei nostri giorni.

Info: www.museodelnovecento.it 

Vincenzo D'Angelo e Camilla Pollini