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mercoledì 22 maggio 2019

Reporter a Teatro: ''Nella Locandiera B & B lo spaccato dell'Italia'' di Edoardo Merlini

13-07-2017

L'idea alla base è quella de La Locandiera, ma dell'originale resta poco. I personaggi hanno una sorta, per così dire, di lontana parentela con quelli di Goldoni”. Queste le parole con cui Laura Morante, protagonista della messinscena nei panni di Mira, alias Mirandolina, ci fa capire l'essenza di tutto  lo spettacolo e conferma che i classici sono sempre “evergreen” e permettono delle riletture anche a 360° gradi. In questa rappresentazione firmata da Erba, Goldoni c'è, e soprattutto c'è lo spirito della Locandiera. 

Erba é molto bravo a mettere in scena una realtà contemporanea del tutto priva di  moralità che evidenzia i vizi dell'uomo dei nostri tempi e tutto questo si svolge in un'atmosfera surreale e  al tempo stesso reale, tra humor nero, intrighi, crimini e infatuazioni.
La storia è ambientata in un'antica villa in cui arriva uno sconosciuto che chiede a Mira una stanza per riposare. I due sembrano attratti e Mira si appoggia a lui per affrontare una situazione al limite del lecito, mentre via via si aprono squarci inquietanti sulle attività del marito assente.

Mirandolina, che Erba chiama appunto Mira, è l'assoluta protagonista di questa vicenda all'insegna della suspense, e con il suo incredibile fascino riesce sempre a cavarsela anche nelle situazioni più compromettenti e pericolose.
Grande merito in questo senso va dato a Laura Mornate, capace di tenere alto il livello della recitazione per tutta la durata dello spettacolo e per il suo eloquio che lei stessa definisce come “una sorta di esperanto toscano” dal momento che fa confluire parole e intonazioni di diverse province della Regione. Non solo ma la Mornate sottolinea le differenze  che ci sono fra la Mirandolina goldoniana e la sua Mira, definendo la prima come “una donna molto accorta e manipolatrice”, mentre la seconda “ come una donna sopraffatta dagli eventi e dominata da un marito assente, spesso evocato da tutti, ma che non arriverà mai”. 

La figura del marito è al tempo stesso misteriosa e affascinante, che suscita grande curiosità fra il pubblico in sala. Gli spettatori infatti, tramite le descrizioni che I protagonisti ne fanno, ricevono sempre più notizie sullo strano consorte, attraverso una sorta di climax che però poi non porta a nulla dato lo spiazzante finale che Erba propone. Questa strano marito è solo uno dei tanti ingredienti che sommati fra loro danno vita ad una pèce che va letta al contrario, poiché solo alla fine dopo un primo tempo molto concentrato e ricco di depistaggi, arriviamo a scoprire tutta la verità.  I personaggi in scena sono sette, tanti quanti quelli della Locandiera di Goldoni, mutano durante il corso della storia e per facilitare lo spettatore a fare un collegamento diretto con la commedia goldoniana, Erba li ribattezza con chiari echi nei nomi che ricordano quelli della Locandiera. Un esempio è Brizio, il Fabrizio originario, interpretato in maniera convincente da Vincenzo Ferrera. Nel cast sono presenti poi Bruno Armando nei panni di Albi, Roberto Salemi in quelli di Poly e Danilo Negrelli in quelli di Riva. Completano il gruppo Giulia Andò e Eugenia Costantini nei pani delle due dame dai facili costumi.

La scenografia di Gianni Carluccio, è molto particolare: nel primo atto infatti ci troviamo di fronte ad una scena divisa in due da un muro. Da una parte c'è la cucina e da l'altra “la sala che ospita la gente” così la definisce Mira stessa. Nel secondo atto tutto si svolge lungo il corridoio della villa dove si aprono diverse porte-stanze da cui i vari personaggi entrano ed escono facendo aumentare la suspense. Inoltre a ravvivare l'atmosfera sono presenti coinvolgenti musiche di sottofondo e sapienti giochi di luci e ombre che pervadono la sala, ideate da Hubert Westkmper, e i costumi di Alessandro Lai, semplici e contemporanei che rispecchiano le classe sociali a cui appartengono i protagonisti.

Uno spettacolo teatrale raffinato che ricorda per la fluidità con cui prende forma una pellicola cinematografica ed è capace di trasformare il palcoscenico in un suggestivo ambiente, in cui lo spazio assume varie dimensioni e significati.

Edoardo Merlini

Edoardo Merlini con questo articolo ha partecipato al concorso "Reporter a Teatro" indetto dal Portalegiovani del Comune di Firenze e dalla Fondazione Teatro della Toscana.