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sabato 20 aprile 2019

Inaugurata la mostra ''Moses Levy. Luce Marina'' a Villa Bardini

29-10-2014

La mostra "Moses Levy. Luce marina. Una vicenda dell'arte italiana 1915 - 1935" è stata presentata mercoledì 29 ottobre a Villa Bardini dai rappresentanti della Fondazione Bardini Peyron e della Fondazione Matteucci, promotori dell'iniziativa. L'esposizione, visitabile dal 30 ottobre al 15 febbraio 2015, comprende 40 dipinti accomunati dal tema della spiaggia.
L'intenzione è quella di rievocare la città di Viareggio, mondana e ridente, alla quale il pittore ha legato il proprio nome e che è stata un punto di attrazione per Levy e per un' élite culturale toscana a lui vicina. In questo scenario il maestro esprime la sua fantasia facendo rivivere sulla tela le sfumature del mare, il bianco degli ombrelloni, i costumi variopinti dei bagnanti.

Michele Gremigni, Presidente Fondazione Parchi Monumentali  Bardini e Peyron, commenta il risultato della collaborazione con la Fondazione Matteucci: "Questa mostra segue quella su Colacicchi. Il comune denominatore di queste iniziative è l'attenzione per i maestri del '900. Vogliamo creare degli eventi dedicati a quei maestri che non hanno potuto avere tutto il successo che meritavano".
Elisabetta Palminteri Matteucci, Vice Presidente Fondazione Matteucci per l'Arte Moderna, afferma che per realizzare progetti come quello in questione "tutto sta nel trovare il partner giusto e la giusta sintonia culturale. In questo caso abbiamo trovato con la Fondazione Bardini Peyron l'affinità per una mostra su Moses Levy, per il quale sono state importanti le città di Firenze e Viareggio".
Susanna Ragionieri, autrice del saggio critico in catalogo, è intervenuta per esporre le sezioni in cui è articolata la mostra: "Questa mostra non è antologica, ma inquadra una tematica specifica. Sin dalla prima sala cìè un riferimento alla cultura fattorina, penetrata in Toscana. Si comprende come la pittura moderna sia espressione di un nuovo approccioalla rappresentazione della luce. Una luce intensa, abbagliante, che è resa anche in base a come viene ricordata. Quella di Levy è un'interpretaione moderna e aggiornata della "macchia" di radice fattoriana, che si incontra con i suoi trascorsi divisionisti. L'immagine si compone di ritmi dinamici e cronodinamici, attenti al movimento ma anche al passaggio del tempo. Nelle sale successive si passa a ritmi ora più rarefatti, ora più ironici. Dalla sua postazione sotto l'ombrellone Levy oserva il trascorrere della modernità e rinnova l'iconografia della spiaggia, della villeggiatura in Versilia. L'ultima sala, invece, contiene le opere di quando Levy era a Parigi. Lo stile è completamente cambiato e prova l'originalità e la modernità dell'artista".

Nato a Tunisi nel 1885, Moses Levy si trasferisce in Italia all'età di dieci anni. Completa la sua formazione nel clima di una Versilia nella quale spiccano personalità quali Lorenzo Viani, Enrico Pea, Giacomo Puccini e Mario Tobino. In questo contesto Levy si afferma come raffinato interprete di una "poetica dell'intimismo" e della vita "vissuta".

Ingresso: biglietto intero 8 euro, ridotto 6 euro, scuole 4 euro.

Per maggiori informazioni: www.bardinipeyron.it

di Giada Barbera