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sabato 23 febbraio 2019

''Florence Tatto Convention'': Tomasi Sulu'ape e l'antica arte Tatau

11-11-2014
Sono stati ancora una volta tantissimi i giovani e non, che si sono recati tra venerdi 7 e domenica 9 novembre alla Fortezza da Basso di Firenze per l'annuale appuntamento con la "Florence Tatto Convention" giunta alla sua settima edizione.
Inizialmente visto dalla società "normale", come un simbolo negativo, di appartenenza a sub-culture alternative, il tattoo ha negli anni affermato la sua valenza artistica, inserendosi sempre più in tutti gli strati sociali.
Grazie all'introduzione delle nuove tecniche, che l'hanno reso più accessibile sia per i costi che per la realizzazione, questa antica forma d'arte ha avuto negli ultimi anni una forte tendenza "commerciale" che, se da un lato ha permesso la sua accettazione da parte della società, dall'altra ha sottratto l'originale significato che aveva per le popolazioni dove è nato e dove tutt'oggi rappresenta un forte simbolo spirituale e di legame tra generazioni.
Tomasi Sulu'ape, 42 anni, è un tatuatore di origine tedesca che continua ancora oggi a disegnare la pelle attraverso l'antica arte Tatau. Presente alla Florence Convention, ci ha rilasciato una piccola intervista per permetterci di comprendere più da vicino il significato della sua arte.

Quando hai iniziato a tatuare e come sei diventato un esponente dell'arte Tatau?
"Ho iniziato a tatuare all'età di 27 anni e dopo aver svolto numerosi viaggi in Polinesia, attratto dalla cultura delle
popolazioni e dalle spettacolari onde su cui surfare, sono stato ufficialmente adottato da Sua Sulu’ape Petelo, esponente
principe dell'arte Tatau, che mi ha introdotto all'antica arte samoana del tatuaggio".

Che cos'è il tatuaggio nella forma da te espressa?
"Il tatuaggio è qualcosa che va oltre il semplice disegno sulla pelle, è una forma di riflessione e meditazione che talvolta può aiutare a superare momenti difficili legati a problematiche di ogni genere".

Alla luce delle nuove tecniche meno dolorose, cosa spinge le persone a tatuarsi con questa tecnica?
"È una decisione personale e culturale: spesso dopo i primi minuti si instaura un rapporto profondo e spirituale tra me e la
persona che sto tatuando e dal momento che sono io a decidere la quantità di dolore che creo attraverso la pressione della mano sulle bacchette, il tutto dipende dalla richiesta dell'ospite. Mi sono capitate persone che desideravano ricevere più dolore, proprio perchè, come ho detto prima, questa tecnica può aiutare a superare delle difficoltà. Grande problema grande dolore insomma".

Partecipi a molti eventi come questo?
"Partecipo a due o tre convention l'anno sopratutto perchè essendo uno dei pochi ufficialmente abilitati ad utilizzare questa tecnica, mi trovo a dover soddisfare un gran numero di richieste".

di Davide Del Deo