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lunedì 20 maggio 2019

I giovani e l'identità dell'Europa Unita

12-11-2015
Studenti, professori e istituzioni si incontrano per riflettere insieme sull'Unione Europea, la sua storia le sue criticità ma soprattutto le sue prospettive future. Una maratona di dibatti e convegni che da mercoledì 11 a venerdì 13 novembre prende vita proprio nel centro storico di Firenze coinvolgendo Le Murate, il Polo di Scienze Sociali dell'Università di Firenze e la sede della Regione Toscana. Tutto è iniziato al Nuovo Teatro dell'Opera dove, giovanissimi e insegnanti si sono dati appuntamento per trascorrere insieme una mattinata diversa, a dar loro il benvenuto sono accorsi i rappresentanti delle istituzioni europee, locali e nazionali come la vice presidente della Regione Toscana, Monica Barni, la vicesindaca, Cristina Giachi e la presidente della Camera, Laura Boldrini. Tre donne che si sono alternate sul palco, lontane ma allo stesso tempo vicine a quegli occhi che le guardavano perplesse nel tentativo di capire: "Perché avete scelto noi. Noi che infondo andiamo ancora a scuola per parlare di qualcosa di così importante?". E la risposta non è tardata ad arrivare. I giovani sono il futuro, sono la speranza. A loro viene affidata la società contemporanea, a loro viene affidato il compito di cambiarla e migliorarla domani, a loro anche il compito di pensare all'Europa, quell'identità che coloro che ci hanno preceduto hanno scelto di assumere e ci ha resi cittadini del Mondo. Oggi infondo non esistono più barriere, passaporti da rinnovare, monete da convertire, valichi da non oltrepassare; tutti possono scegliere di studiare o cercare lavoro in un altro Stato Membro e lo possono fare di fatto grazie all'Unione del 'vecchio continente'. Una macchina storicamente nuova ma che, dopo aver percorso una lunga strada, inizia a risentire dei primi acciacchi, una realtà tangibile ma che mai come in questi giorni appare agli occhi di tutti come qualcosa di ignoto e distante dalla quotidianità. Politiche di austerità che hanno colpito tutti, autorità che si tirano indietro davanti alle emergenze e cercano di risolverle sollevando tra loro e gli Altri, gli extracomunitari, alti e spessi muri, leggi che hanno fatto crollare gli indici di occupazione... Ma davanti a tutte queste 'cattive pratiche', lo "Jean Monnet Network MoreEU", a cui fanno capo atenei e centri di ricerca di tutto il continente come la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, pone la speranza e decide di rendere tutti partecipi di una grande storia d'amore nata da un bisogno collettivo: la pace. Una storia travagliata, fatta di alti e bassi in cui tutti siamo attori e in questa veste possiamo decidere se restare a guardare o agire cercando di cambiare insieme il motore di questa macchina. Una trama fatta di nomi, errori e scelte giuste che cerca il suo lieto fine e per farlo chiede a tutti di riflettere su tre tempi distinti ma legati in maniera indissolubile: passato, presente e futuro. Le scoperte, le lotte e le conquiste dei secoli scorsi ci aiutano di fatto a comprendere la contemporaneità e allo stesso modo ci insegnano a costruire il Mondo del domani, a dare risposte a domande che a volte ci sembreno più grandi di noi.
"Oggi spesso il concetto di consapevolezza ci sfugge nella sua essenza. Tante cose che viviamo ci appaiono scontate ma sono il risultato del lavoro di molte persone che hanno operato per permettere a noi di vivere in pace. Un grande privilegio. Non vengo a dirvi che tutto va bene, è evidente che l'Europa non ha saputo ispirare i giovani. E' stata all'altezza delle grandi sfide? Solo in parte. Deve essere rinnovata e per questo è importante agire come una sola voce. Ogni generazione ha la sua missione. I nostri nonni hanno ricostruito un Paese, voi oggi dovete portare a compimento un percorso europeo. Una missione, un debito che noi abbiamo con coloro che si sono sacrificati per la democrazia e per i padri dell'Europa unita. Oggi abbiamo bisogno di Europa. Un'Europa 2.0 perché, io credo, parafrasando la strofa di una canzone che solo Uniti si vince, divisi si perde sempre". Con queste parole dense di speranza Laura Boldrini saluta Firenze ed i suoi giovani che si sono impegnati nella Giornata della Consapevolezza Europea.

Per informazioni: www.santannapisa.it 

Martina Viviani