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lunedì 22 luglio 2019

''La musica come... incantamento'': Franco Cambi e Luigi Berlinguer alla IUL

20-01-2016
La potenza della melodia è entrata, martedì 19 gennaio, all'interno della sede fiorentina della IUL, l'Italian University Line, ospite d'onore dell'inaugurazione del nuovo anno accademico 2015/2016. Per presentare le nuove proposte formative sono accorsi a Palazzo Gerini moltissimi ospiti, il Presidente dell'Indire, Giovanni Biondi, il Presidente della IUL, Flaminio Galli, il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Eugenio Giani, il Rettore dell'Università degli Studi di Firenze, Luigi Dei, il Rettore della IUL, Alessandro Mariani e la vicesindaca del Comune di Firenze, Cristina Giachi che ha sottolineato: "La IUL è uno strumento importante, concepito in modo molto serio dall'Università e dall'Indire. Uno strumento che trova il suo cuore nell'innovazione e nella formazione continua".
Dopo gli interventi istituzionali, le note hanno conquistato la scena con "La musica come... incantamento. Tra esperienza estetica e cura di sè" e le riflessioni dell'ex Ministro Luigi Berlinguer e del professor Franco Cambi.
All'origine del loro pensiero vi è l'uomo razionale e la sua innata curiosità che lo spinge, fin dalla tenera età, ad andare alla scoperta del Mondo, di se stesso e di nuovi stimoli che possano accrescere la sua esperienza di vita. Proprio questa passione lo differenzia da altri esseri viventi e lo porta ad agire concretamente, a compiere scelte, a studiare, ad avvicinarsi a ciò che lo circonda. La sua esistenza è un costante divenire; infatti dal grembo materno, l'uomo si alza, inizia a camminare, a parlare, a guardare il Mondo con occhi nuovi, a farsi la propria opinione, ed in poco tempo, prende la sua strada, inizia la sua vita; in una parola: cresce. Questo atto non è solamente legato al mero dato anagrafico o fisico, ma anche all'evoluzione del pensiero che si forma e cambia continuamente, vittima delle conoscenze e degli stimoli esterni. A seguire ogni suo passo è l'apprendimento, quello che compie sui banchi di scuola ma anche quello che la vita stessa è in grado di dargli.
Per diventare adulto, ognuno di noi, ha bisogno di confrontarsi con moltissimi ambiti e saperi e pertanto, come sottolinea Berlinguer "la scuola, intesa come istituzione, deve riformarsi. L'apprendimento per compartimenti standard, diffuso fino a questo momento, non risponde a pieno alle necessità dell'uomo, che ha bisogno anche di esperienza concreta, di praticità. “la scuola per tutti” non sostiene soltanto l'ascolto di quanto appreso, ma deve essere sostenere concretamente la proiezione sociale dell'individuo. La scuola deve diventare multidisciplinare ed abbandonare la logica per dare impulsi continui attraverso l'arte, la sola disciplina in grado di scomporre il reale per poi farlo ricomporre in maniera soggettiva a chi la esercita".
L'arte diventa dunque il solo mezzo capace di arricchire, nella molteplicità delle sue sfumature, l'animo umano. La sua missione pratica è formare individui unici, con propri pensieri, idee, paure e limiti, cittadini veri e consapevoli del proprio valore aggiunto. Per farlo gli uomini devono conquistare il proprio posto all'interno di una società in continua trasformazione, sempre più multilinguistica, ma che a volte sembra dimenticarsi dell'importanza di un linguaggio universale, come quello della musica. Questa, come sottolinea Franco Cambi, citando Rousseau, è di fatto "la prima lingua per l'uomo, basti pensare alla risposta motoria di un bambino quando ascolta i suoni che lo circondano. La forza della musica sta di fatto nel suo essere semantica e allo stesso tempo asemantica, ovvero nella sua capacità di far emergere la spiritualità del sé. E' una potente macchina capace di qualificare di fatto la cura del sé e questa non ci abbandona per tutta la vita, come l'apprendimento è Lifelong learnig".
La musica, è quell'insieme magico di note che, dalle parole dei due studiosi, si è concretizzato nelle mani e nelle composizioni per chitarra di due studenti del Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze, Fernando Sor e Mario Castelnuovo. La melodia, come ha sottolineato il rettore Luigi Dei, "accende il buio, sospende il tempo, fa' volare la fantasia, arricchisce le idee, dona stimoli. Questa musa genera confronto e accende la dialettica, due elementi che di fatto sono il sale dell'apprendimento. La musica come incantamento..., come giustamenta ricorda il titolo dell'incontro di oggi, perché, come sottolinea Berlioz Hector , Fra l'amore e la musica c'è questa differenza: l'amore non può dare l'idea della musica, la musica può dare l'idea dell'amore”.

Per info: www.iuline.it 

Martina Viviani