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martedì 26 marzo 2019

''Una Vita da Social'' a Firenze: una giornata di educazione sui rischi del web

21-01-2016
Facebook, selfie, chat. Termini connaturati alla quotidianità, alle nostre giornate sempre più trascorse online destreggiandosi tra notifiche, condivisioni e pollici in su da cliccare. Ma esistono altri termini, di ben altra natura, anch'essi entrati a far parte della nostra vita digitalizzata: cyberbullismo, sexting, grooming. Perché il web, oltre a offrire conoscenza e opportunità, nasconde insidie e rischi non sempre facili da riconoscere se non adeguatamente preparati. E questi pericoli riguardano tutti: giovani e meno giovani, figli e genitori, studenti e insegnanti. 

È per far fronte a tutto ciò, per insegnare a districarsi in una rete non sempre amica, che è nata "Una vita da social", la campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazione parte di un più ampio progetto chiamato "Generazioni Connesse" del Safer Internet Centre Italia coordinato dal MIUR e co-finanziato dalla Commissione Europea. Una campagna giunta alla terza edizione e il cui simbolo è rappresentato da un truck, un vero e proprio camion allestito ad aula multimediale per percorrere tutta Italia, con l'obiettivo di sensibilizzare sui rischi del web, prevenirli attraverso l'educazione, stimolare giovani e meno giovani ad una riflessione più profonda. Tanti i chilometri e i successi finora macinati da questo progetto educativo 'on the road' che mercoledì 20 gennaio ha fatto tappa anche a Firenze, sostando in una piazza della Repubblica affollata di studenti e insegnanti provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado. Nel corso delle sue prime edizioni, "Una vita da social" ha raggiunto oltre 130 città, più di 150.000 studenti nelle piazze, altri 800.000 nelle scuole, 25.000 genitori e 10.800 docenti. Dati che hanno inevitabilmente spinto alla realizzazione di questa terza edizione, come confermatoci direttamente da Elena Pompò, Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Firenze: "L'esperienza è stata totalmente positiva e per questo l'abbiamo rinnovata: continueremo ad andare nelle scuole, ad avere rapporti con i giovani, a creare una sinergia con insegnanti e genitori che si è rivelata vincente in molte occasioni".

Ma cosa accade a bordo del truck di "Una vita da social"? In questa aula didattica su ruote, troviamo alcuni operatori della Polizia Postale che affrontano le principali tematiche legate alla sicurezza online, avvalendosi di contenuti multimediali e della presenza di testimonial come il comico Gaetano Gennai nella tappa fiorentina: si parla di cyberbullismo, diffamazione in rete, di grooming (adescamento online di minorenni), sexting (condivisione di testi, foto o video sessualmente espliciti) e di strumenti utili a segnalare contenuti inappropriati sui social. Ad ascoltare i consigli degli operatori della Polizia Postale sono soprattutto ragazze e ragazzi di età diverse, dai 12 ai 16 anni, abituati fin da piccoli a usare lo smartphone, magari regalatogli per la Comunione al posto di disusate catenine o braccialetti d'oro, come ci ha confidato, con una punta di sconforto, un'insegnante presente alla tappa fiorentina. Nativi digitali che, a bordo del truck itinerante, vengono guidati nella parte più oscura della rete, anche attraverso fatti di cronaca legati in particolare alla pedopornografia, all'adescamento e al bullismo, come il recente caso della dodicenne di Pordenone gettatasi dal balcone perché vessata dalle sue compagne oil suicidio del ventiseienne di Vercelli in seguito a reiterati atti di bullismo sul posto di lavoro. Qual è il riscontro da parte di questi giovani? "I ragazzi hanno dimostrato grande interessamento - ci ha confidato la dott.ssa Pompò - anche perché gli operatori andati nelle scuole sono persone di grande professionalità. In loro sono riusciti a trovare interlocutori adeguati e competenti, in grado di rispondere a tutti i tipi di problematiche, ma anche di creare quel feeling che ha reso possibile ai ragazzi di aprirsi". Durante alcune tappe, infatti, come confidatoci sempre dalla Pompò, "la Polizia Postale è intervenuta direttamente al fine di correggere il tiro di eventuali fenomeni, quali scambi di immagini o prese in giro, prima che le cose potessero andare oltre, grazie anche alla collaborazione delle autorità scolastiche".

"Una vita da social" non parla, però, solo ai ragazzi: se il principio cardine per un uso corretto della rete è la prevenzione che passa dall'educazione, una maggior consapevolezza deve nascere soprattutto negli adulti, "spesso non capaci di accompagnare i ragazzi nel loro mondo digitale, lasciandoli così soli", come ricordato dalla dott.ssa Pompò. Il compito che oggi devono assolvere, infatti, è diventato sempre più spinoso e carico di responsabilità: per tale motivo, durante la campagna itinerante, vengono proposti molti incontri anche con genitori e insegnanti, per educarli ad educare, per renderli più vigili e competenti. Per gettare un primo seme dell'educazione là dove un ragazzo inizia a formarsi, guardarsi attorno, distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. O da evitare.

Un valido punto di partenza può essere il sito web di "Generazioni Connesse", dove trovare utili informazioni rivolte a giovani, scuole, genitori e persino bambini, adattando il linguaggio in base alle diverse età (fumetti, colori e supereroi per i più piccoli, ad esempio); su questo sito, inoltre, tutti i servizi utili per segnalare, anche in forma anonima, contenuti inappropriati trovati in rete e i contatti ai quali i minorenni possono rivolgersi per chiedere ascolto e aiuto, in caso di disagio o pericolo. Ricordiamo, infine, che prosegue il viaggio del truck di "Una vita da social": le prossime tappe saranno a Prato (giovedì 21 gennaio) e Lucca (venerdì 22 gennaio), ma la campagna andrà avanti fino ad aprile, per poi concludersi nella capitale.

Per conoscere tutte le tappe di "Una vita da social" e avere maggiori informazioni sul progetto "Generazioni Connesse": www.generazioniconnesse.it

di Alessandra Toni